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Social Trading e Copy Trading, le nuove strategie di trading online

Investire e fare trading sono due metodi molto diversi per tentare di trarre profitto sui mercati finanziari.

In generale, gli investitori cercano rendimenti maggiori per un periodo prolungato attraverso l’acquisto e la detenzione di varie tipologie di asset. I trader, al contrario, traggono vantaggio dai mercati, sia in rialzo che in calo, per entrare e uscire da posizioni in un arco di tempo più breve, ottenendo profitti generalmente più contenuti ma più frequenti.

Partendo da questo concetto, il quale identifica la principale distinzione tra questi due aspetti del mondo degli investimenti, scopriamo più nel dettaglio cosa sia il trading, il trading online, il social trading e il copy trading.

  • Varie tipologie di Trading
  • Scopri piattaforme di trading online come eToro

Varie tipologie di Trading

Da quanto finora detto appare evidente che il trading comporti transazioni più frequenti in grado di generare rendimenti che sovraperformino gli investimenti buy-and-hold.

Sebbene gli investitori possano accontentarsi di rendimenti annuali dal 10% al 15%, i trader potrebbero cercare un rendimento del 10% ogni mese. I profitti di negoziazione vengono generati acquistando a un prezzo inferiore e vendendo a un prezzo più alto in un periodo di tempo relativamente breve.

Compreso il funzionamento del trading il passo per arrivare a capire come funziona il trading online è breve, anzi brevissimo.

Il trading online, infatti, è semplicemente l’acquisto e la vendita attraverso Internet di qualunque attività finanziaria, come: azioni, materie prime, futures, valute e obbligazioni.

Ciò significa, in termini semplici, che direttamente da casa tua puoi aprire il tuo laptop, tablet o smartphone e accedere al tuo conto di trading online per iniziare a fare trading. Tutto ciò di cui hai bisogno è solo una connessione Internet.

E ora veniamo all’aspetto “social” legato al mondo del trading online.

Il Social Trading è un modo relativamente nuovo di fare trading che consente agli utenti un accesso istantaneo e costante alle informazioni sul mercato.

Niente analisi finanziaria o tecnica, con il social trading le informazioni vengono generate da altri utenti esperti del settore, il che consente ai neofiti di muovere i primi passi seguendo i loro ragionamenti. In sostanza, basi le tue decisioni di investimento sui dati e sulle analisi eseguite, e condivise, da altri.

La differenza tra Social Trading e “Copy Trading” è minima.

Nel copy trading le informazioni fornite da altri trader passano in secondo piano in quanto il copy trading ti consente di copiare le azioni fatte da altri trader in maniera automatica. Affinché il processo possa essere considerato copy trading e non social trading, devi infatti copiare un trader utilizzando il sistema automatico fornito dalla piattaforma che stai utilizzando.

Il copy trading collega una parte del tuo portafoglio con il portafoglio di un trader di tua scelta. Dopo aver copiato un trader, tutte le sue operazioni, aperte e future, vengono copiate sul tuo account.

Ti viene chiesto di scegliere una somma da investire sul trader. Le somme utilizzate per le operazioni saranno poi direttamente rapportate al portafoglio del trader prescelto e calcolate in base a quanto hai deciso di investire.

Scopri le piattaforme di trading online come eToro

Una piattaforma di trading è un software utilizzato per il trading, per cui apertura, chiusura e gestione delle posizioni di mercato avverranno tramite un intermediario finanziario come un broker online. Le migliori piattaforme di trading online offrono un mix di funzionalità pratiche e commissioni basse.

La principale rete di social trading al mondo è quella di eToro, frequentato da milioni di utenti provenienti da oltre 140 paesi

La fama di eToro è dovuta al fatto che questa piattaforma è stata in grado di aprire la strada alle funzionalità social e rendere il mercato finanziario più semplice da comprendere e più accessibile a tutti, in tutto il mondo. Ma come funziona eToro?

Come in qualunque sito di trading la prima cosa da fare è creare un account gratuito e, una volta creato, effettuare l’accesso a eToro semplicemente cliccando su “eToro login”.

Il deposito minimo richiesto su questa piattaforma regolamentata da CySec e FCA è di 200 euro.

Scoprire altri trader da copiare su eToro è abbastanza intuitivo: nell’apposita schermata ci sono diversi metodi per individuare le persone che possono soddisfare le tue esigenze di trading e investimento. È abbastanza semplice individuare i trader utilizzando lo strumento di ricerca e filtrando i risultati. C’è una varietà di parametri tra cui scegliere, come guadagno, punteggio di rischio, posizione e molti altri.

Poiché eToro opera in completa trasparenza, ogni trader che può essere copiato dispone di preziose informazioni sui propri profili eToro che ti aiuteranno a determinare le tue scelte ideali per creare il tuo portafoglio.

Per costruire una forte comunità di trader e investitori e per incoraggiare i trader di successo a condividere la loro saggezza, eToro ha creato il programma Popular Investor. Questo programma premia i membri di successo della comunità eToro per essere stati copiati. In poche parole, più persone li copiano, maggiore è il loro guadagno.

Naturalmente i pagamenti ai Popular Investors sono sommati agli eventuali profitti realizzati attraverso il trading e possono raggiungere il 2% del loro AUM (asset under management) totale.

Un’altra caratteristica unica di eToro è il feed di notizie social personalizzato. Incorporando elementi dal mondo dei social media e del trading online, il tuo feed di notizie ti aiuta a seguire gli strumenti finanziari e i trader che ti piacciono, interagire con gli altri membri della comunità eToro, aprendo discussioni e molto altro ancora.

Proprio come su qualsiasi social network, puoi pubblicare i tuoi aggiornamenti (e persino taggare gli strumenti o le persone di cui stai parlando), condividere post sul tuo feed, commentare i post di altri e creare gradualmente un feed su misura dei tuoi interessi commerciali e di investimento.

Sulla piattaforma eToro, riceverai anche notifiche quando un utente che copi scrive un nuovo post, una risorsa sulla tua watchlist diventa volatile e molti altri importanti aggiornamenti. Le notifiche vengono visualizzate sia sulla piattaforma web che come notifiche push direttamente sul tuo dispositivo mobile.

Puoi cercare opinioni su eToro online e recensioni di eToro. Per le prime l’ideale sarebbe contattare un utente attivo su questa piattaforma, per le seconde puoi cercare “eToro reviews” per reperire informazioni. Scoprirai che eToro è un trader formidabile, anche con criptovalute (bitcoin, ripe, xrp, ecc). Il copy trading di eToro è semplice e le commissioni di eToro sono nulle (potrete quindi acquistare azioni IT, azioni USA, ETF, ecc a commissioni 0). Inoltre puoi iniziare ad utilizzarlo attraverso un conto eToro demo, cosa chiedere di più?

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Le cripto valute e le piattaforme di scambio

Le criptovalute, e le relative principali piattaforme di scambio online, stanno conquistando nell’ultimo periodo un crescente numero di internauti, con un successo esponenziale che sta rendendo sempre più popolare questo recente asset finanziario.
Oggigiorno su internet si sente parlare spesso di Bitcoin e del fatto che sia possibile fare trading o investire online grazie alle criptovalute, avvicinando a questo campo un numero crescente di utenti sempre più incuriositi da questo recente trend.
Questa moneta digitale, nata nel 2008 e supportata inizialmente solo da una ristretta cerchia di appassionati di informatica su forum online, non sembrava avere speranze di successo. Eppure il suo valore è passato da 0,00076 dollari americani a un tasso di cambio odierno che supera gli 8.000 euro.
E, dopo un 2018 particolarmente in ribasso, le criptovalute dal 2019 hanno ripreso quota, dimostrando di essere un bene su cui è possibile investire con successo.
Cerchiamo allora, a questo punto, di fare luce sull’argomento per comprendere appieno cosa sono le criptovalute e come sia possibile fare trading o investire in criptovalute rimanendo costantemente aggiornati sull’andamento delle quotazioni, e quindi sul loro valore.

  • Criptovalute, cosa sono?
  • Coinbase: compravendite di criptovalute online
  • Conclusioni sulle criptovalute e sulle piattaforme di compravendita

Criptovalute, cosa sono?

Come anticipato, la criptovaluta per eccellenza è il Bitcoin ma oltre a questa valuta esistono anche altre cripto monete. Se vogliamo parlare delle criptovalute emergenti infatti, possiamo stilare una lista che vede oltre al Bitcoin e al Bitcoin cash (una ulteriore versione nata nel 2017) monete definite “Altcoin” e cioè nate dopo al Bitcoin e alternative ad esso, che in ordine di capitalizzazione sono: Ethereum, Ripple, Cardano e Litecoin.
Questi sono solo i principali esempi, potremo andare avanti elencando anche realtà minori rappresentate da monete come: Dashcoin, NEM, Neo, EOS, Stellar, e così via.
Ciò che accomuna tutte queste monete è la tecnologia che permette di garantire un altissimo livello di protezione, denominata Blockchain.
La Blockchain è una innovazione che permette di proteggere i dati relativi al denaro digitale in blocchi di informazioni, non sovrascrivibili e protetti da password criptografica, riportati in sequenze. Le varie transazioni e i dati relativi ad esse rimarranno digitalmente protetti all’interno di questi blocchi collegati tra loro, costituendo una sequenza simile a una catena (da qui il nome “blockchain”).
Il “Criptovalute Investing” naturalmente trova ampio sviluppo in rete, dove le news relative alle criptovalute vengono lette ogni giorno dagli investitori che in tempo reale seguono le quotazioni delle criptovalute su cui hanno investito, analizzandone l’andamento nel tempo. Basti dire che anche Facebook ha deciso di inaugurare la sua personale cripotvaluta, denominata “Libra”.
Tra i tanti siti che oggigiorno si occupano di fornire piattaforme sicure ed affidabili per investire in criptovalute, vogliamo parlarti di una in particolare: Coinbase

Coinbase: compravendite di criptovalute online

Coinbase consente di iniziare a investire in criptovalute in maniera facile e veloce. Ci si può iscrivere e comprare criptovalute in pochi minuti. Offre anche un programma di apprendimento per utenti che desiderano imparare di più su come funzionano le criptovalute e li incentiva remunerandoli con criptovalute. Inoltre, Coinbase offre un portafoglio sicuro che permette agli utenti di salvare token e collectibles in un solo dispositivo utilizzando l’app Coinbase Wallet.

Conclusioni sulle criptovalute e sulle piattaforme di compravendita

Il valore delle criptovalute è riconducibile sicuramente all’alto livello di sicurezza che garantiscono, il quale riesce a dare adito a un decentramento del sistema indotto da una totale indipendenza dai circuiti economici internazionali, fattore per altro che permette alle criptovalute di rappresentare un bene rifugio. Transazioni e rilascio della moneta avvengono interamente online e la maggior parte delle monete digitali hanno modo di introdurre nuove unità di valuta, mantenendo un tetto massimo di quantità di moneta in circolazione ed evitando l’inflazione.
Il potenziale di queste nuove valute, ancora agli albori visto che fino al 2008 erano solo una fantasia non concretizzata, è enorme e le idee alla base di questo progetto sono estremamente innovative e ottimizzabili anche in altri campi.

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Il crowdfunding, cos’è e come funziona

Scopriamo cos’è il crowdfunding e come può essere sfruttato.

Il crowdfunding deriva dai termini inglesi “crowd” e “funding” la cui traduzione è rispettivamente “folla” e “finanziamento”, il suo significato allude quindi a un tipo di finanziamento collettivo, “un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere sforzi di persone e organizzazioni” come riporta anche Wikipedia.
È un fenomeno nato negli Stati Uniti e in Australia che si contraddistingue principalmente come iniziativa economica a carattere benefico o socio-culturale ma anche, in alternativa, come progetto d’investimento. Si basa quindi sulla volontà di più persone di offrire liquidità attraverso una raccolta fondi che spesso avviene online mediante piattaforme apposite.
Vediamo di analizzarne le caratteristiche e come può essere impiegato in concreto.

  • I Modelli di crowdfunding
  • Le piattaforme di crowdfunding
  • Conclusioni a riguardo del crowdfunding

I modelli di crowdfunding

Come anticipato, il crowdfunding ci permette di raccogliere denaro a fondo perduto, in favore di una giusta causa, in base al principio per cui l’unione fa la forza, ma rappresenta anche una forma di investimento in cui mettiamo liquidità a disposizione di società e startup.

Il modello originario è quello riconducibile alla donazione che viene impiegato per iniziative non a scopo di lucro e che può eventualmente ricevere in cambio una ricompensa:un riconoscimento simbolico come, per esempio, un oggetto non di valore o un semplice ringraziamento pubblico.

Vi sono, tuttavia, altri due modelli di crowdfunding che vengono utilizzati anche in Italia anche se attualmente l’unico ufficialmente regolarizzato è l’“Equity Crowdfunding”, disciplinato dal Decreto n. 179 del 2012 con lo scopo di favorire strade alternative al credito bancario per ottenere finanziamenti.

L’altro modello è definito “Lending Crowdfunding” e che ha rappresentato anch’esso in Italia una valida alternativa ai finanziamenti bancari, spesso non comodamente sfruttabili da imprese e startup.


Per quanto riguarda l’Equity Crowdfunding possiamo affermare che, così come avviene per l’acquisto di quote azionarie di PMI o startup pubbliche, allo stesso modo attraverso questo canale si diventa azionisti per una società privata in cui, in cambio della liquidità degli investitori, vengono rilasciate quote societarie o azioni (classiche o dematerializzate).
Il crowdfunding basato sul modello equity è un investimento a tutti gli effetti e, come tale, presenta tutti i vantaggi e rischi di questo strumento finanziario. Investire nella crescita di una società vuole dire credere fermamente nel suo valore tanto da scommettere su di essa impiegando i propri risparmi anche con il rischio di perderli tutti. Molte startup, per esempio, non riescono ad avere successo nella fase iniziale di sviluppo per svariati motivi e il loro fallimento sarà anche il fallimento degli investitori che hanno scommesso su di loro. All’opposto, in caso di successo, si riceveranno dividendi che, sommati ai benefici derivanti da agevolazioni fiscali legate ai costi sostenuti durante la fase di raccolta fondi, permetteranno agli investitori di guadagnare.
Va da sè che è sempre consigliabile una strategia basata sulla diversificazione del portafoglio come principale forma di tutela da rischi.
A differenza di questo tipo di investimento, il Lending Crowdfunding si basa su un prestito di liquidità in cambio di interessi nel rimborso del capitale prestato.

Un settore che ha avuto un buono sviluppo è quello del crowdfunding immobiliare che ha permesso a molti privati di accedere al mondo degli investimenti immobiliari senza dover disporre di grosse cifre.
Il real estate crowdfunding ha infatti aperto le porte a tanti nuovi investitori soprattutto attraverso portali online come per esempio Walliance, garantendo di fatti nuova linfa vitale a questa nicchia di mercato.

Le piattaforme di crowdfunding

Le piattaforme di crowdfunding non sono altro che siti che offrono servizi di investimento, autorizzati e vigilati dalla Consob (secondo quanto disposto dall’art. 3 del MiFID) per quanto riguarda il modello equity; autorizzate e vigilate dalla Banca d’Italia per quanto riguarda invece le piattaforme P2P Lending.

Sostanzialmente si occupano di offrire una vetrina ai vari progetti che possono essere comodamente valutati dai potenziali investitori, ricevere e trasmettere poi gli ordini di quest’ultimi facendo quindi incontrare domanda e offerta.

I progetti presentano un obiettivo in termini di budget da raggiungere all’interno di una determinata scadenza temporale. Nel caso si raggiunga l’obiettivo si da avvio al progetto e quindi si perfeziona l’investimento, ma in caso di mancato raggiungimento dello stesso non accadrà nulla: ai singoli investitori non verrà addebitato il capitale offerto e l’ammontare (insufficiente) non verrà naturalmente versato al promotore del progetto.

Può anche capitare, per esempio, che per il modello equity un progetto vada in overfunding e cioè che i capitali raccolti siano superiori all’obiettivo prefissato. In questo caso il promotore potrà decidere di proseguire la raccolta e cedere quote in percentuale ridotta ma con maggior valore finanziario.

Da un portale all’altro, poi, varia il modo in cui vengono riscosse le commissioni. Alcuni portali trattengono una certa percentuale sul capitale raccolto per ogni progetto, altri invece ricevono somme direttamente dai promotori.

Le piattaforme di crowdfunding in Europa sono in forte ascesa, stanno aumentando di numero e alcune si stanno specializzando in determinate nicchie di mercato.


Conclusioni a riguardo del crowdfunding

Il crowdfunding è uno strumento che deve il suo successo alla praticità di utilizzo e alla facilità con cui i soggetti, da entrambe le parti, possano accedervi in maniera semplice e comoda attraverso le piattaforme online.

Un lato molto interessante è quello di poter unire la possibilità di accedere ad investimenti finanziari, alla volontà di offrire il proprio sostegno a startup innovative e PMI che necessitano di fondi.
La forte ascesa di cui abbiamo parlato è testimoniata anche dai numeri: basti pensare che dal 2017 al 2018 i fondi raccolti tramite crowdfunding sono più che triplicati e che il 2019 ha continuato a dare seguito a questo trend in aumento. È quindi auspicabile che il crowdfunding abbia un lungo e sereno futuro avanti a sé.

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Un confronto in tema piani di accumulo (PAC)

Analizziamo i piani di accumulo per un confronto accurato.

I Piani di accumulo capitale (PAC) rappresentano uno dei principali strumenti finanziari per accumulare risparmi nel tempo in maniera flessibile e sicura tramite versamenti periodici anche modesti.

Accrescere i propri risparmi tramite un piano di accumulo significa incrementare progressivamente il proprio capitale senza correre particolari rischi, in modo simile a come abbiamo visto avvenire per i Conti Deposito. Ma ogni piano di accumulo presenta dettagli differenti. È quindi necessario effettuare un confronto comparando le varie linee di investimento, un calcolo delle commissioni, un’analisi delle performance, tutte cose che sicuramente imparerai a fare con la pratica e leggendo questa guida che ti illustrerà gli aspetti fondamentali da valutare nella scelta del miglior piano di accumulo per te.

  • Come funziona un Piano di Accumulo Capitale (PAC)?
  • Come scegliere i migliori piani di accumulo capitale?
  • In conclusione: i vantaggi di un PAC

Come funziona un Piano di Accumulo Capitale (PAC)?

Come anticipato, un Piano d’accumulo consiste in un progetto in cui l’obiettivo finale è accumulare un capitale nel tempo.

Ma il capitale stesso costituisce per il risparmiatore, oltre che il fine ultimo, un mezzo di ottimizzazione dei risparmi. Infatti i piani di accumulo utilizzano proprio il capitale, crescente nel tempo, per investire sul mercato finanziario secondo linee di investimento che ci permettono di fare salire la curva dei guadagni nel tempo ma che, d’altronde, potrebbero rappresentare anche un rischio per i nostri risparmi, con risultati in netta contrapposizione a quelli sperati.

È di fondamentale importanza definire: obiettivi, orizzonte temporale e propensione al rischio per costruire il proprio portafogli, bilanciato secondo questi criteri. Uno dei principali strumenti finanziari che possono essere utilizzati a questo scopo, lo abbiamo conosciuto nell’apposito articolo, sono gli Exchange Traded Funds (ETF), un modo comodo e semplice per diversificare il proprio portafoglio, senza esporsi troppo a costi e rischi.

L’importo delle somme che si andranno a versate nel PAC sono completamente libere ma possono essere individuate facilmente attraverso un calcolo basato sul nostro reddito e sulle spese che dobbiamo sostenere ogni mese. Mediante questi due fattori possiamo definire a grandi linee la nostra disponibilità al risparmio e in seguito decidere la percentuale di essa che vogliamo destinare al nostro piano.

La durata del piano, allo stesso modo, è a discrezione di ogni risparmiatore, il quale gode di un’ampia flessibilità nel determinarla anche se è consigliabile prediligere orizzonti almeno medi (oltre i 5 anni) per ottenere buoni risultati.

Si possono anche utilizzare simulatori di PAC, i quali, tenendo conto dell’importo delle rate versate, della frequenza delle stesse e della durata del piano, possono mostrare una previsione di rendimento abbastanza accurata.

Se vogliamo fare un esempio, tenendo conto di questi fattori e ipotizzando un rendimento annuo lordo pari al 5% (basso rispetto alla performance storica media di una soluzione d’investimento bilanciata, alla luce dell’andamento dei mercati finanziari) e sottraendo tutti i costi, diciamo che investendo un capitale iniziale di 5.000 euro e accantonando 300 euro al mese per 10 anni, avremo un guadagno netto, al termine del piano, di oltre 50.000 euro.

Come scegliere i migliori piani di accumulo capitale?

I piani di accumulo sono degli strumenti che, per come vengono costruiti e presentati al pubblico, costituiscono dei veri e propri prodotti venduti ai propri clienti da banche, compagnie assicurative che operano nel ramo vita, piattaforme di consulenza finanziaria online nonché dalle Poste Italiane.

Se da un lato il rendimento del piano di accumulo è variabile in base all’andamento del mercato e alle scelte che facciamo in esso (a fronte anche delle proposte che ci vengono presentate), dall’altro alcuni elementi sono oggettivi e devono essere tenuti senza dubbio in considerazione nella scelta. Stiamo parlando dei costi.

Oltre a quelli di sottoscrizione e gestione, sono a carico del risparmiatore gli oneri legati al sistema di versamento che nel lungo periodo possono avere un’incidenza notevole. Inoltre vi è anche la possibilità di sottoscrivere una polizza assicurativa a tutela di particolari situazioni e con lo scopo di assicurarsi il completamento del piano prefissato nonostante imprevisti quali invalidità permanente dovuta a malattia o infortunio. Anche il costo di queste coperture può essere decisamente rilevante.

Bisogna quindi confrontare i vari PAC scegliendo quali caratteristiche devono presentare, evidenziandone i costi e calcolandone il peso nel lungo periodo.

Moneyfarm è il principale sito italiano di consulenza finanziaria online, votato per cinque anni consecutivi (tra il 2016 e il 2020) come migliore servizio consulenziale italiano.

In base agli elementi che abbiamo enunciato, offre alla propria clientela portafogli d’investimento ad hoc occupandosi di ribilanciare il portafoglio nel tempo, in base all’andamento del mercato e alle previsioni dei propri consulenti. Inoltre i piani di accumulo di Moneyfarm, come molti sul mercato, non hanno vincoli di sorta in quanto si possono interrompere i versamenti, variare l’importo degli stessi e ritirare l’intero montante in qualunque momento senza penali.

Clicca qui per collegarti al sito Moneyfarm

In conclusione: i vantaggi di un PAC

Come avremo capito la volatilità è parte integrante del mondo degli investimenti, tuttavia nel lungo periodo gli sforzi vengono sempre premiati e, per quanto riguarda i piani di accumulo, risentendo in maniera contenuta delle oscillazioni di mercato, causano tentazioni di “market timing” inferiori permettendo ai titolari di gestire meglio l’emotività che non sarà messa a dura prova da performance altalenanti e instabilità generale.

Essere titolari di un piano di accumulo, inoltre, ci può rendere ambiziosi e questo sentimento ci porterà a dare il meglio di noi stessi nel riuscire ad accumulare denaro e vedere le cifre aumentare, mese dopo mese, negli anni.

Insomma un fattore psicologico e una spinta emotiva che ci potrebbero tornare decisamente utili e influenzare la nostra vita, potendo fare affidamento su un capitale futuro che alla prima occasione in cui necessiteremo di liquidità ci farà pensare di aver fatto la scelta giusta.

È bene rassicurare infine i potenziali investitori che, sebbene il futuro sia ancora da scrivere, il mercato finanziario è governato da leggi che oramai hanno fatto la storia, tra crisi e prosperità.

Anche se il periodo storico in cui stiamo vivendo, essendo governato da una fase di recessione economica, sembra non portare a nulla di buono e a invitare a desistere dall’investire, la realtà è ben diversa.

I periodi di crisi sono inevitabilmente seguiti da riprese economiche evidenti, bisogna quindi sfruttare la fase discendente dei mercati, in cui l’ingresso degli investitori è favorevole, per poter godere al massimo del rimbalzo che avverrà successivamente, al momento dell’inizio della fase di ripresa economica.

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Fondi pensione integrativi e la previdenza integrativa privata

Scopriamo cosa sono e come funzionano i fondi pensione integrativi.

Uno dei principali problemi che attanaglia gli italiani relativamente al futuro è la possibilità di raggiungere e godersi in serenità la propria pensione.

Del resto i bilanci Inps degli ultimi 10 anni a questa parte non permettono loro di dormire sonni tranquilli e, anche per il 2020, si prevedono uscite maggiori delle entrate per l’Ente previdenziale che stima un debito di 6,38 miliardi di euro.

L’unica risposta che attualmente sembra porre una soluzione al problema si basa sulla possibilità di costituirsi una previdenza integrativa privata attraverso fondi pensione complementari in grado di integrare il cospicuo assegno pubblico.

Risparmiare per costituire i fondi di una pensione integrativa a quella offerta dalla previdenza pubblica può sembrare uno sforzo che comporti privazioni e rinunce rilevanti oggi per poi avere un aiuto che non cambierà le sorti della nostra vecchiaia domani, in realtà non è affatto così.

Un accumulo graduale e privo di vincoli accumunato al fattore tempo giocheranno un ruolo fondamentale per garantirci un futuro più roseo.

Vale la pena allora di scoprire in cosa consistano i fondi pensione privati, capirne il funzionamento e le caratteristiche per effettuare un confronto ed, infine, eleggere i migliori fondi pensione.

  • Come funzionano i fondi pensione complementare
  • Deducibilità dei fondi pensione e relativa tassazione
  • Erogazioni anticipate e riscatti parziali o totali
  • Conclusioni: ora confronta i fondi pensione

Moneyfarm è il principale sito italiano di consulenza finanziaria online, votato per cinque anni consecutivi tra il 2016 e il 2020 come migliore servizio consulenziale italiano, nel 2024 ottiene il riconoscimento “We Top 200 Advisor del Wealth”, nel 2025 Migliori in Italia “N.1 Servizio Consulenza Finanziaria Indipendente” e ancora Migliori in Italia “N.1 Servizio App Investimento e Trading”(fonte La Repubblica-Affari & Finanza)

In base agli elementi che abbiamo enunciato, offre alla propria clientela portafogli d’investimento ad hoc occupandosi di ribilanciare il portafoglio nel tempo, in base all’andamento del mercato e alle previsioni dei propri consulenti.

Come funzionano i fondi pensione complementare

Il funzionamento di un fondo pensione complementare è paragonabile a quello di un investimento a termine in quanto l’obiettivo è quello di accumulare una somma di cui si andrà a godere non appena raggiunti i requisiti per poter smettere di lavorare.

Innanzitutto è indicato procedere ad un calcolo basato sull’importo di contribuzione, per ottenere una previsione circa quella che sarà la nostra pensione mensile e, di conseguenza, evidenziare la differenza con la somma dello stipendio percepito fino all’ultima mensilità. Da questa differenza è possibile risalire all’obiettivo di rendita del proprio fondo pensione.

Esistono due categorie di fondo pensione:

  • Fondi pensione chiusi: istituiti secondo l’art. 3 del Dlgs. 252/05, sono legati al CCNL e per questo definiti anche fondi di categoria o fondi negoziali. Il contribuente deve sottoscrivere necessariamente quello specifico per il proprio settore e non può sceglierne altri. Esistono vari fondi chiusi per differenti categorie di lavoratori: il fondo “Cometa” per i metalmeccanici, “Fonchim” per i chimici, “Fonte” per il commercio, e così via
  • Fondi pensione aperti: destinati a chiunque, lavoratori dipendenti e liberi professionisti di ogni tipo

Oltre ai fondi pensione, esistono poi anche i piani individuali pensionistici (Pip) che non sono fondi ma assicurazioni con finalità pensionistiche.

Individuata la tipologia, il primo passo per andare incontro all’obiettivo di costituire il proprio fondo privato è iniziare, ovviamente, a versare. I versamenti sono liberi: possiamo infatti decidere quando versare, quanto versare e se versare. Vi è oltretutto la possibilità di fare confluire il proprio TFR nel fondo per la previdenza complementare.

Possiamo infine definire una linea di investimento e valutare aspetti che ci permettano di ottenere rendimenti migliori nel tempo accelerando la crescita dei nostri risparmi nel lungo periodo. In questo caso i fondi pensione offrono un rendimento variabile in base ai risultati ottenuti dalle linee di investimento che spesso mantengono una buona parte in gestione separata.

Terminata la fase di accumulo (per cui è richiesta un’adesione minima pari a 5 anni), la rendita potrà poi essere erogata in vari modi in base al tipo di fondo scelto:

  • Fondi con rendita vitalizia: la più classica, viene corrisposta finché il titolare è in vita ed è escluso il diritto di reversibilità
  • Fondi con rendita mista (capitale e vitalizia): metà della rendita viene erogata al raggiungimento dell’età pensionabile, l’altra metà segue le modalità della rendita vitalizia
  • Fondi con rendita reversibile: è come quella vitalizia ma con l’indicazione di un beneficiario subentrante in caso morte del titolare. Si estingue alla morte di entrambi.
  • Fondi con rendita certa e poi vitalizia: hanno una durata limitata nel tempo e determinata dal titolare. All’interno di questa prima fase temporale, in caso morte del titolare si ha la possibilità di indicare un beneficiario che continuerà a riceverla fino allo scadere del termine stabilito, dopodiché nulla sarà più dovuto. Nel caso vita del titolare dopo la scadenza del termine indicato, si seguiranno le modalità della rendita vitalizia
  • Fondi con rendita controassicurata: il titolare godrà della rendita fino alla morte, dopodiché ai beneficiari andrà il capitale residuo
  • Fondi con assicurazione Long Term Care (LTC): una rendita vitalizia con una assicurazione contro la perdita di autosufficienza che garantisce, in questo specifico caso, un aumento dell’importo

Deducibilità dei fondi pensione e relativa tassazione

I contributi versati in fondi pensione sono deducibili fino alla somma massima di 5.164,57€ annui. Ogni anno è quindi possibile dedurre fino a tale cifra dal reddito dichiarato ai fini IRPEF, abbattendo così il reddito imponibile si andranno poi a versare meno tasse all’anno.

Nella fase di accumulo, ogni anno la resa del fondo è tassata con una aliquota agevolata del 20% (contro il 26% degli altri strumenti d’investimento), garantendo più alte performance di rendimento dei fondi pensione nel tempo.

È vero che vi sarà una tassazione in fase di riscatto dei fondi pensione, sul TFR e sui contributi versati, ma è vero anche che questa seguirà un regime agevolato: tra il 9% e il 15% (varia in base alla durata del piano contributivo), percentuali decisamente più basse rispetto a quelle di qualunque aliquota IRPEF le quali vanno da un minimo del 23% ad un massimo del 43%.

Erogazioni anticipate e riscatti parziali o totali

Naturalmente il fondo pensione nasce per accumulare nel tempo un capitale di cui andremo a godere solo una volta raggiunta l’età pensionabile, tuttavia in caso di imprevisti è possibile richiedere una erogazione anticipata.

L’erogazione anticipata può essere richiesta più volte col solo limite di non superare il 75% del capitale accumulato e solo per fronteggiare specifici imprevisti predeterminati:

  • Spese sanitarie a seguito di gravi situazioni per sé stessi, il coniuge o i figli
  • Acquisto o ristrutturazione della prima casa, per sé o per i figli
  • Necessità varie di liquidità, dopo 8 anni di iscrizione (in questo caso si può usufruire solo del 30% del capitale accumulato)

Si può inoltre procedere al riscatto del capitale accumulato secondo casistiche ben definite:

  • Riscatto totale o della metà del capitale accumulato, per invalidità permanente o disoccupazione
  • Riscatto totale da parte di eredi o beneficiari, in caso di morte del titolare del fondo
  • Riscatto per perdita dei requisiti di partecipazione, per esempio: se un lavoratore iscritto a un fondo chiuso cambia settore, non potrà più accedere a quel fondo bensì a quello di riferimento per la nuova figura professionale che diverrà

Infine è stata recentemente istituita la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA): una erogazione totale o parziale del montante accumulato giustificata da cessione dell’attività lavorativa, ottenibile all’interno degli ultimi 5 anni antecedenti l’età pensionabile con il requisito contributivo complessivo di minimo 20 anni nei regimi obbligatori di appartenenza.

Conclusioni: ora confronta i fondi pensione

Abbiamo visto che i fondi pensione complementare sono un’ottima soluzione per vivere il proprio futuro in serenità, dando luogo a un risparmio preventivo e ottenendo importanti vantaggi fiscali.

A tutela dei risparmiatori che intendono usufruire di questo importante mezzo, inoltre, vi è la Covip e cioè l’Autorità amministrativa con il compito di vigilare sul buon funzionamento dei fondi pensione presentando le schede dei costi e dei rendimenti dei vari fondi.

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ETF e fondi comuni d’investimento

Inizia a investire oggi su strumenti semplici e sicuri come gli ETF.

Se nella vita ti è capitato di interessarti al mondo della finanza, magari richiamato dall’eco di termini come “spread”, “indici di borsa”, “quotazioni FTSE MIB” probabilmente sarai venuto a conoscenza dell’esistenza dei fondi comuni di investimento e di conseguenza avrai anche letto o sentito parlare degli ETF.
Investire nella borsa (italiana, europea o mondiale) oggi è una questione delicata e il modo più sicuro per farlo consiste nel crearsi un portafoglio diversificato utilizzando strumenti pratici quali gli ETF che possono rappresentare il primo passo per un neo investitore nonché un argomento che chiunque si interessi di finanza deve necessariamente conoscere.
Quindi, se non lo hai ancora fatto, è giunto il momento di approfondire l’argomento per scoprire un mezzo che può rappresentare un buon modo per iniziare ad investire e passare quindi dalla teoria alla pratica.

  • Gli ETF, cosa sono?
  • I migliori ETF e le quotazioni di mercato
  • I vantaggi tipici degli ETF
  • Conclusioni sugli ETF e sui fondi comuni di investimento

Gli ETF, cosa sono?

Se parliamo di ETF dobbiamo innanzitutto sapere cos’è un fondo comune d’investimento.
I fondi comuni di investimento sono strumenti finanziari gestiti da società che si occupano di riunire le somme di una moltitudine di risparmiatori investendo l’intero patrimonio accumulato in attività finanziarie come: azioni, obbligazioni, titoli di stato, eccetera. Ogni risparmiatore deterrà una quota del fondo su cui ha investito, affidandosi alle abilità di compravendita del gestore del fondo stesso che potrà farlo aumentare o calare di valore essendo esso quotato in borsa e facendo conseguentemente oscillare anche il valore delle quote nel tempo.
Leggendo i quotidiani possiamo tenerci aggiornati sull’andamento dei fondi giorno per giorno e, su internet, possiamo addirittura vedere l’andamento della borsa italiana (e mondiale) in tempo reale, potendo così fare affidamento su un monitoraggio globale e continuo.
Gli Exchange Traded Fund (ETF) sono un tipo di fondo di investimento che replica un indice di riferimento (benchmark) ed è definito, per questo, a “gestione passiva”. Il fatto di essere definito a gestione passiva sta a sottolineare il fatto che il loro rendimento seguirà la quotazione di un indice borsistico e per questo il gestore del fondo si limiterà a non permettere scostamenti eccessivi dal benchmark non cercando di speculare sul mercato.
Ora che conosci la definizione di ETF passiamo a vedere quali possono essere i migliori ETF per te.

Moneyfarm è il principale sito italiano di consulenza finanziaria online, votato per cinque anni consecutivi (tra il 2016 e il 2020) come migliore servizio consulenziale italiano.

In base agli elementi che abbiamo enunciato, offre alla propria clientela portafogli d’investimento ad hoc occupandosi di ribilanciare il portafoglio nel tempo, in base all’andamento del mercato e alle previsioni dei propri consulenti.

I migliori ETF e le quotazioni di mercato

Per scegliere un ETF dovremo cominciare a costituire un nostro portafoglio d’investimenti partendo dalla selezione e definizione delle proporzioni delle varie Asset Class, le quali compariranno nell’ETF e di conseguenza nel portafoglio. Passeremo poi a identificare uno o più indici rappresentanti quelle determinate Asset Class.
Stabilito anche l’indice, selezioneremo il migliore ETF sul mercato in base alle performance che fornisce e potremo iniziare a seguire il suo andamento.
Facciamo degli esempi.
Se posseggo un ETF con un rilevante peso azionario che segue l’indice FTSE MIB (il principale indice Italiano) dovrò prestare attenzione al listino borsa di Milano e seguire l’andamento dei valori della borsa italiana, in particolare delle azioni.
ETF prevalentemente obbligazionari con indice di riferimento Nasdaq (l’indice dei principali titoli tecnologici americani tra cui Microsoft, Apple, Facebook e Amazon) seguiranno invece l’andamento delle obbligazioni all’interno di quella nicchia di mercato americano, che catturerà l’attenzione dei relativi investitori.
Tutto questo perché, come anticipato, le quotazioni degli ETF variano in base all’andamento del mercato e, in particolare, degli specifici indici di riferimento, per cui il valore delle nostre quote oscillerà in base ai risultati ottenuti giorno dopo giorno.
Del resto, come qualsiasi titolo quotato in borsa, presentano una differenza tra prezzi denaro all’acquisto e prezzi lettera alla vendita. Lo spread (divario) denaro-lettera si definisce come la differenza tra questi due valori rappresentando un costo implicito per l’investitore.
La borsa italiana elabora mensilmente un report relativo allo spread in Italia sul mercato ETF raggruppando i risultati per Asset Class e classi dimensionali e su internet è sempre possibile consultare lo spread in tempo reale.
Esiste infine un prodotto derivato degli ETF che viene definito ETF Short.
Gli ETF Short permettono di assumere una posizione corta (da qui il nome) in termini di vendita allo scoperto, replicando le variazioni dell’indice di riferimento all’inverso rispetto al suo andamento. Offre in questo modo all’investitore la possibilità di scommettere anche contro l’attività in essere e quindi questi strumenti rappresentano una possibilità di speculare durante le fasi di ribasso dei mercati nonché un modo per immunizzare, in un certo senso, il proprio portafoglio.

I vantaggi tipici degli ETF

Gli ETF hanno diversi vantaggi identificabili principalmente in: bassi costi di investimento, trasparenza, possibilità di godere di un’ampia diversificazione e liquidità.
I bassi costi per iniziare a investire rendono questo strumento alla portata di tutti, soprattutto principianti che non hanno mai investito prima d’ora. I costi contenuti sono la diretta conseguenza della struttura di questi strumenti finanziari e del fatto che i gestori riescano a sfruttarli con estrema semplicità limitandone i costi.
La trasparenza dell’investimento è data dalla natura stessa dello strumento che permette di avere una visione d’insieme sotto ogni aspetto. In più, essendo che il patrimonio investito resta separato da quello della società che emette e gestisce l’ETF, la restituzione è assicurata anche in caso di fallimento.
Con piccole somme, poi, si può accedere a una grande diversificazione operante sull’interno mercato globale.
Una volta era molto più complesso ottenere una diversificazione tale sul portafoglio ed era necessario acquistare molti titoli, oggi con questo strumento abbiamo la possibilità di rendere questa pratica rapida ed efficiente limitando i rischi che deriverebbero dall’acquisto di un grande numero di titoli.
Essendo quotati in borsa, inoltre, gli ETF sono strumenti dotati di grande liquidità, rendendo la compravendita di quote una pratica semplice e poco rischiosa sotto il punto di vista di potenziali perdite di valore delle stesse.

Conclusioni sugli ETF e sui fondi comuni di investimento

Abbiamo visto come gli ETF siano un punto di riferimento per gli investitori, soprattutto per quelli alle prime armi ma anche per i più navigati. Abbiamo anche evidenziato i notevoli vantaggi che questi possono offrire, dimostrandosi uno strumento vincente anche nei confronti dei tradizionali fondi di investimento che non sempre riescono a performare meglio degli indici creando un effettivo profitto, oltre al fatto che su di essi gravano costi di gestione più elevati rispetto agli ETF.
Chi muove o appoggia queste critiche nei confronti dei comuni fondi di investimento può senza ombra di dubbio riporre una maggiore fiducia negli ETF e, vista la popolarità che stanno recentemente acquisendo, sembra che molti investitori gli stiano dando sempre più credibilità.
Se anche tu, alla luce di quanto esposto, pensi che possa essere uno strumento finanziariamente valido per elaborare una strategia multi asset, quello che devi fare è definire i tuoi obiettivi e l’orizzonte temporale entro cui intendi raggiungerli, tenendo conto anche del fattore rischio e quindi della tua propensione a osare per ottenere maggiori guadagni.
Definito il tuo profilo e facendo tesoro di quanto appreso potrai alla fine impostare il tuo portafoglio di investimenti affidandoti ai migliori ETF per te e per le tue esigenze.

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Un’analisi su varie tipologie di carta di credito e bonus

Scegli la carta di credito perfetta per te.

  • Le principali carte di credito.
  • Carte di credito virtuali e acquisti online.
  • Conclusioni sui pagamenti mediante carta.

Utilizzate da decenni per effettuare pagamenti cashless in Italia e in giro per il mondo, le carte di credito sono diventate insostituibili alleati dei nostri acquisti, online e nei negozi fisici, e la loro popolarità è in continuo aumento.

Negli ultimi anni le carte hanno infatti preso il sopravvento sui pagamenti in contanti conquistandosi un posto d’onore all’interno dei nostri portafogli.

Occorre però fare chiarezza tra varie forme di carta che spesso vengono confuse tra loro, in primis carte di credito e carte di debito.

La carta di credito, di base, è una carta collegata al conto corrente. Le spese effettuate tramite di essa, quindi, vengono addebitate sul conto e questo avviene in un momento successivo all’acquisto e anche se non si dispongono dei fondi necessari.

In questo modo la banca fa, appunto, credito al cliente titolare della carta.

Vi è un canone annuo da sostenere per questo tipo di carte ed è richiesta particolare attenzione nel loro utilizzo sia da un punto di vista di potenziale esposizione a debiti che da uno di possibile clonazione della stessa visto che, nonostante gli avanzati sistemi di sicurezza, il problema della circolazione di carte di credito false è ancora sentito.

Un problema invece facilmente risolvibile, telefonicamente o via internet, è quello dell’annullamento degli errati pagamenti.

Annullare un pagamento effettuato con carta di credito è infatti possibile contattando immediatamente la società che ha emesso la carta e fornendo tutti i dati richiesti.

La carta di debito è molto simile a quella di credito presentando le stesse caratteristiche ad esclusione, ovviamente, della possibilità di effettuare acquisti senza i necessari fondi e un’addebito diretto.

In base al proprio profilo utente si sarà più portati a prediligere una carta di credito piuttosto che una di debito o una carta prepagata piuttosto che una revolving.

Vediamo allora un confronto tra queste tipologie di carte per capire quale possa essere quella più adatta a noi.

Le principali carte di credito

Come anticipato una carta di credito è semplicemente un comodo strumento di pagamento elettronico collegato a un conto corrente.

Ogni carta ha dei costi da sostenere derivanti da diritti di emissione, canone annuale, commissioni su prelievi e pagamenti.

Tuttavia recentemente molte banche emettono carte di credito a costo zero, oppure all’apertura di conti correnti offrono carte di credito gratuite ad essi collegate.

Al di là di questa classica tipologia però esiste anche una versione di carta di credito senza conto corrente.

In effetti, in questo senso si aprono due strade: una porta alla carta revolving l’altra alle carte prepagate. Mentre per le prepagate, visto il nome, è facilmente intuibile il funzionamento, per quanto riguarda le carte revolving la prima domanda che sorge spontanea è: come funziona l’addebito?

Le carte di credito revolving sono carte gratuite che possono essere utilizzate in assenza di un conto corrente in quanto gli addebiti vengono soddisfatti mediante la compilazione di bollettini postali con scadenze definite.

Le carte Revolving permettono una rateizzazione degli acquisti effettuati in un arco di tempo che può variare da 6 a 18 mesi.

Una delle più celebri è la carta Blu American Express che presenta un fido fino a 5.000 euro. Solitamente presentano costi più elevati rispetto ad altre carte e, nel caso non si rispettino i termini di pagamento, si andrà incontro a interessi di mora e a segnalazioni.

La società Hype rende la gestione del denaro semplice e smart e consente ai titolari di avere un conto con IBAN, una carta ricaricabile Mastercard contactless e una app innovativa a condizioni molto vantaggiose e inoltre offre i seguenti bonus:

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La carta prepagata, invece, è semplicemente una carta di credito ricaricabile che fa parte sempre dei circuiti Visa e Mastercard, molto utile per effettuare acquisti online in sicurezza ma anche per i classici pagamenti presso esercizi fisici e prelievi.

Le carte di credito ricaricabili sono in effetti molto più simili alle carte di debito ma non sono collegate ad alcun conto corrente e hanno come limite il fondo caricato.

La CartaSì è un esempio di carta che si presenta anche in versione prepagata, molto conosciuta e utilizzata.

Infine un’alternativa alle tradizionali carte di credito prepagate può essere rappresentata dalle “carte conto”, carte di credito con IBAN che possono ricevere bonifici, e quindi anche stipendi, oltre che procedere alla domiciliazione di bollette e trasferire denaro.

Carte di credito virtuali e acquisti online

Lo shopping online oramai non è più una novità e sicuramente, al giorno d’oggi, è diventato veramente alla portata di tutti.

I sistemi di pagamento al servizio di questo genere di acquisti sono molteplici a partire dalla più nota società americana a fornire servizi di pagamento digitali: PayPal, fino ad arrivare ai più recenti sistemi sviluppati dai tre big della rete: Google Pay, Amazon Pay e Apple Pay.

Ognuno di questi sistemi si basa sul collegamento a una carta di credito o di debito come quelle che abbiamo trattato finora.

Gli istituti di credito, inoltre, per assecondare lo sviluppo del commercio smart e i pagamenti contactless, oltre ad emettere carte fisiche, offrono ai propri clienti una versione virtuale delle carte di credito, le quali possono per esempio essere mantenute su smartphone o smartwatch per effettuare pagamenti che risultano estremamente comodi nella vita di tutti i giorni. Inoltre offrono anche app dedicate che consentono di monitorare poi i movimenti delle stesse tenendo traccia di quelle che sono le nostre entrate e uscite e favorendo anche l’accumulo di risparmi.

Alcune carte hanno anche la grande comodità di poter essere gestite più nel dettaglio e, se necessario, bloccate immediatamente tramite la relativa applicazione scaricata sullo smartphone.

Esempi di questo tipo di carta, indirizzato ad un pubblico giovane ma soprattutto amante della tecnologia sono la carta Hype emessa dalla Banca Sella e la carta N26 emessa dall’omonima banca tedesca.

Le carte di credito che effettuano acquisti online sono tutelate poi da un avanzato sistema di protezione allineato a elevati standard tecnici di sicurezza: il 3D Secure.

Questo è un protocollo che prevede l’invio di un SMS al cellulare del titolare della carta contenente un codice, solitamente a 6 cifre che, una volta inserito correttamente ove richiesto, autorizzerà il trasferimento di denaro.

Conclusioni sui pagamenti mediante carta

In questo articolo abbiamo trattato praticamente qualunque tipo di carta permetta una pagamento elettronico, escluse carte che vantano particolari diritti e doveri (da parte del richiedente) come, per esempio, la Carta di reddito di cittadinanza.

Siamo sicuri che la scelta non manchi e che per ognuno di noi esista una carta ideale, in grado di assecondare ogni nostra esigenza.

In un mondo sempre più connesso la necessità di pagamenti veloci, comodi e sicuri è certamente un must irrinunciabile e siamo sicuri che i pagamenti elettronici saranno sempre più sfruttati.

D’ora in avanti confronta quindi tra loro le carte di credito valutando gli aspetti che più ritieni importanti nell’individuare quella a te più idonea ed effettua acquisti con tutta la praticità e serenità che questo sistema di pagamento ti può offrire.

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Confronto sui conti correnti e bonus apertura

Un confronto tra i vari tipi di conto corrente e relative caratteristiche.

  • Tipologie di conti.
  • Pignorabilità e successioni.
  • Conclusioni circa i conti correnti.

Il conto corrente è sicuramente lo strumento finanziario più conosciuto e utilizzato di sempre.

Tutti sappiamo infatti cos’è un conto corrente in quanto lo usiamo continuamente per accreditare lo stipendio, versare e prelevare denaro, domiciliare bollette e così via.

Oltre a quello tradizionale, l’era digitale ha portato alla nostra attenzione anche la possibilità di aprire un conto corrente online che, senza spese aggiuntive, ci permetta di usufruire di servizi sempre più avanzati.

Anzi, un conto corrente bancario online può essere molto conveniente, soprattutto se ad aprirlo sono giovani, studenti e, addirittura, bambini (di fatti un conto corrente può essere aperto anche da un minorenne).

L’obiettivo è permettere ai giovanissimi di iniziare a risparmiare, e quale potrebbe essere il modo migliore se non aprire un conto corrente gratuito?

Anche un under 30 può puntare a un conto a zero spese, sfruttando promozioni online per ottenerne uno senza imposta di bollo, dedicato a chi non ha troppe esigenze ma non vuole di certo rinunciare a gestire il proprio conto dallo smartphone tramite internet banking.

Forse è banale precisarlo ma non esiste la migliore banca per aprire il miglior conto corrente in assoluto. Ci sono troppi fattori in gioco da valutare, per cui determinare il conto corrente migliore diventa, alla fine, una questione personale.

Sicuramente un calcolo sulla giacenza media del conto ci permette di controllare se possiamo evitare il costo dell’imposta di bollo sullo stesso, mentre una verifica circa tassazione e interessi risulta sempre più che opportuna.

È il momento di affrontare il discorso nel dettaglio, preparati ad una analisi dei vari tipi di conti e delle loro caratteristiche, impara come aprire e chiudere un conto corrente online e confronta con noi ogni tipo di conto corrente o controlla se il tuo ha tutte le caratteristiche per essere quello perfetto per te.

Tipologie di conti

Innanzitutto è giusto distinguere “conto corrente” da “IBAN”.

L’IBAN (International Bank Account Number) è il numero internazionale del conto corrente e contiene i numeri del conto corrente stesso preceduti dall’“ABI”: il codice della banca a cui il conto è riferito e dal “CAB” che identifica invece la filiale.

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Il “BIC” del conto corrente è invece un numero identificante la banca a livello internazionale e non compare sull’IBAN.

L’IBAN del resto viene usato per identificare il conto del mittente e del destinatario di un bonifico, anche se un bonifico SEPA può essere effettuato anche senza conto corrente, versando i contanti direttamente in banca e presentando i propri documenti (il cosiddetto bonifico per cassa).

Detto ciò, abbiamo già visto che il titolare del conto corrente determina in sostanza la tipologia dello stesso oltre che la possibilità di usufruire di promozioni sull’apertura e di aprirne addirittura uno gratis, online o in filiale. Vediamo ora alcune tipologie:

  • Conto corrente per minorenni: a partire dai 12 anni circa fino ai 17, sono convenienti anche se con consone limitazioni
  • Conto corrente per giovani: indicati per la prima fascia d’età dopo i 18 anni, si caratterizzano per la funzionalità di home banking onnipresente e generalmente sono conti correnti a 0 spese
  • Conto corrente per studenti: specifico per studenti e titolari in fascia d’età 20-30, è un conto corrente a canone zero e con una serie di servizi gratuiti
  • Conto corrente per la famiglia: è un conto corrente cointestato e quindi in cui più soggetti possono operare come titolari. Può essere a firma congiunta in cui i movimenti possono essere messi in atto con il benestare di tutti i contitolari o a firma disgiunta che permette maggiori libertà dei singoli. Per natura una famiglia si basa sulla fiducia, tuttavia bisogna chiarire che nel caso del tradizionale conto corrente, se intestato solo al marito per esempio, i diritti della moglie potrebbero venire meno.
  • Conto corrente condominiale: un conto dove transitano somme versate in quote dai condomini e utilizzate poi per fra fronte ai costi di manutenzione condominiale e relative spese varie
  • Conto corrente aziendale e per partite iva: un conto corrente business studiato per imprese e liberi professionisti che include servizi online ad hoc come sistemi gestionali per archiviare documenti

  • Conto corrente per associazioni: un conto corrente spesso senza imposta di bollo che permette di effettuare pagamenti e ricevere donazioni, dedicato ad associazioni ed enti no profit
  • Conto corrente di corrispondenza: un contratto a tutti gli effetti tra ente creditizio e titolare basato sul rapporto giuridico del mandato secondo il quale il cliente (mandante) ordina alla banca (mandatario) di compiere atti per suo conto e per cui decide le operazioni da includere o escludere dall’operato del proprio conto
  • Conto corrente postale: in alternativa, anche tramite la posta è possibile aprire un conto corrente, cointestato o classico

Qualora decidessimo di chiudere un conto corrente poi, possiamo liberamente farlo recandoci allo sportello della banca e compilando un modulo di chiusura del relativo conto. In alternativa si può adempiere a questa incombenza anche mediante raccomandata a/r.

Ma quanto costa chiudere un conto corrente?

Salvo rari casi, la chiusura del conto non comporta costi, infatti come viene esplicitato per l’apertura, anche per la chiusura viene riportato che il costo è nullo.

Pignorabilità e successioni

Il pignoramento del conto corrente può avvenire qualora vi sia in atto una procedura di recupero crediti per cui si proceda, secondo legge, a una espropriazione forzata.

Viene quindi attuato un blocco del conto, richiesto dal creditore e disposto dalla banca.

Nel caso di lavoratori dipendenti e pensionati ci sono dei limiti di pignoramento del conto identificati nella parte eccedente il triplo del valore dell’assegno sociale. Per il denaro accreditato in data posteriore alla notifica di pignoramento il limite stabilito per il blocco è invece un quinto.

Il pignoramento può essere effettuato sia sul conto corrente aziendale che su quello personale.

Nel caso specifico di pignoramento di un conto corrente cointestato, il debito personale non si estende, per ovvie ragioni, al cointestatario.

Alla domanda: “Quanto dura il pignoramento del conto corrente?” possiamo solo rispondere che il perdurare è protratto fino al completo saldo del debito.

Ci si può comunque apertamente opporre producendo una lettera di richiesta di sblocco del conto corrente.

Se poi subiamo un pignoramento da parte dell’Agenzia dell’Entrate possiamo comunque chiedere entro 60 giorni la rateizzazione del debito e, una volta accettata la richiesta e pagata la prima rata del piano d’ammortamento, possiamo assistere allo sblocco del conto corrente pignorato da Equitalia.

Va messo in chiaro che non esiste un conto corrente non pignorabile.

Sfatiamo quindi il mito che esistano conti con maggiori diritti, abbandoniamo il sogno di aprire un conto in Svizzera ed evitiamo di cercare dove convenga aprire un conto corrente all’estero in generale perché sarebbe tutto tempo sprecato.

Una volta affrontato il tema dei pignoramenti ci spostiamo su un altro tema che è necessario affrontare: la successione del conto corrente.

In caso di decesso del titolare del conto, quanto depositato sarà congelato e andrà ai legittimi eredi che avranno l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione.

Il congelamento permette il prelievo dal conto fino a prima del decesso, in seguito, per evitare che in fase di definizione dell’eredità venga svuotato, non è consentito.

Questa misura serve inoltre nel caso sia presente una delega sul conto corrente, per evitare l’appropriazione indebita di somme appartenute al defunto e, questa precauzione viene estesa anche per i conti cointestati.

Nel caso di mancanza di eredi o di rinuncia all’eredità si procederà alla chiusura del conto del defunto senza successione e quindi alla sua normale estinzione.

Se invece si porta avanti la procedura di successione, una volta identificati i legittimi eredi ed esibita copia di dichiarazione di successione, i tempi sono maturi per lo sblocco del conto corrente.

A questo punto va versata una tassa di successione del conto corrente che è variabile.

Le tasse di successione infatti variano in base al grado di parentela e vanno dal 4% al 6% delle somme depositate sul conto.

Conclusioni circa i conti correnti

In definitiva in questo articolo abbiamo trattato vari aspetti dei conti, da come aprire e chiudere un conto corrente a come valutare se sia possibile evitare imposte di bollo e costi di varia natura con lo scopo di ricercare il miglior conto corrente a zero spese, imparando anche come sbloccare un conto corrente bloccato (per pignoramento o per indagini di successione),

Nella speranza di aver chiarito la maggior parte dei dubbi e di aver fornito un valido aiuto alla risoluzione di controversie, auguriamo a tutti i risparmiatori una buona ricerca del miglior conto corrente possibile, online o presso la vostra filiale di fiducia.

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Confronta conti deposito vincolati e non vincolati

I Conti Deposito Vincolato sono delle forme d’investimento a breve periodo che si appoggiano a conti correnti tradizionali (da cui attingono liquidità) e garantiscono un rendimento dato dagli interessi bancari maturati nel tempo per cui si è protratto il deposito.

I movimenti che è possibile effettuare su questo tipo di conto sono piuttosto limitati: non è possibile accreditare stipendi o pensioni, effettuare versamenti, prelievi o bonifici, disporre domiciliazioni di bollette e sfruttare bancomat o carte di credito.

Per questo tipo di utilizzo, infatti, è necessario fare uso del classico conto corrente.

  • Confronta i conti in base alle loro caratteristiche
  • Semplicità e sicurezza
  • I costi del conto deposito
  • Cointestazione e prodotti affini
  • Conclusioni circa i conti deposito

Il conto deposito vincolato si basa sull’idea, piuttosto, di depositare somme di denaro che non verranno svincolate prima dello scadere di tempistiche prestabilite.

Esiste però anche una forma libera da questo impegno: il Conto Deposito Non Vincolato.

Con questo secondo tipo di conto deposito, infatti, possiamo disporre delle somme depositate come e quando ci pare, senza penali. A fronte di questa possibilità, naturalmente, l’interesse bancario corrisposto sarà inferiore in confronto al conto deposito vincolato.

Ovviamente non esiste un conto deposito migliore tra queste due tipologie, al limite esiste il miglior conto deposito per te, in base a quelle che sono le tue necessità ed esigenze.

I migliori conti deposito sono di fatti quelli che ci permettono di guadagnare senza privazioni o sforzi eccessivi perché basati su un equilibrio tra quelli che sono gli interessi delle banche e i nostri.

Se fino ad oggi hai solo un conto corrente e alla lettura dell’estratto conto hai ancora dubbi sulla differenza tra saldo contabile e saldo disponibile non disperare, non servono spiccate competenze finanziarie per valutare le caratteristiche di conti deposito a confronto.

Iniziamo allora, senza ulteriori indugi, questo confronto sui conti deposito.

Semplicità e sicurezza

Come abbiamo già visto il conto deposito, a confronto del tradizionale conto corrente, non è indipendente ma ha bisogno proprio di quest’ultimo per esistere. Questo perché, per depositare i tuoi soldi sul conto deposito, dovrai procedere tramite bonifico dal tuo conto corrente o, se preferisci, mediante assegno o RID bancario.

Aprire un conto deposito è semplice e veloce (lo puoi fare anche online) e ciò è dovuto al fatto che la banca non si espone a rischi e da parte di chi ne apre uno non sono richieste garanzie. Per cui vengono bypassate fasi preliminari e d’istruttoria, basta un documento d’identità, codice fiscale e IBAN del conto corrente d’appoggio.

Inoltre si può dire che sia una fonte d’investimento sicura in quanto la garanzia proviene direttamente dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD).

Nel caso la banca non fosse in grado di procedere alla restituzione di quanto investito e dei relativi interessi maturati ci si potrà avvalere così di una copertura fino a 100.000 euro per ogni singolo depositante.

Inoltre se dovessimo ricevere un’eventuale comunicazione di variazioni delle condizioni economiche applicate unilateralmente e queste dovessero risultare sfavorevoli, abbiamo la possibilità di recedere entro 2 mesi dalla stessa.

I costi del conto deposito

Nel confronto dei conti deposito è naturalmente importante tenere conto anche delle spese da sostenere per questa forma d’investimento.

Dal punto di vista fiscale la legge prevede l’applicazione di una ritenuta del 26% sugli interessi maturati, detratta dalla banca al momento della loro capitalizzazione.

Un discorso a parte va fatto per l’imposta di bollo sul conto deposito.

Per chi emette fatture regolarmente, diciture come “imposta di bollo assunta” o “imposta di bollo assunta sull’originale” (in caso di più copie) saranno familiari. Oltretutto con l’avvento delle fatture digitali è nata anche l’imposta di bollo virtuale e quindi, di conseguenza, l’imposta di bollo viene assunta anche in modo virtuale.

L’imposta di bollo è, per il sistema fiscale italiano, un’imposta applicata sulla produzione, richiesta o presentazione di determinati documenti. Tuttavia l’imposta di bollo che si deve alla banca è sulla sola proprietà di un conto bancario e rappresenta quindi una tassa fissa che è indipendente dalle somme depositate o movimentate durante l’anno con l’unica precisazione che per essere esigibile vi debba essere una giacenza media pari ad almeno 5.000 euro

L’applicazione dell’imposta di bollo su prodotti finanziari come i conti deposito si distingue da quella sui conti correnti a causa della differente natura giuridica. Viene applicata nella misura definita dello 0.2% sulle giacenze vincolate, per tutta la durata del vincolo.

L’applicazione dell’imposta di bollo, inoltre, risulta diversa fra persone fisiche e giuridiche: per le prime non ci sono limitazioni di alcun tipo, per le seconde è fissato un tetto massimo di 14.000 euro.

La legge di stabilità è poi intervenuta nel 2014 eliminando l’importo minimo d’imposta di 34,20 euro annui.

Quando confrontiamo vari conti deposito dovremo tenere conto anche della possibilità che l’imposta di bollo sia assolta direttamente dalla banca oltre a verificare i costi di apertura e chiusura della pratica e i possibili costi di mantenimento che spesso comunque possono essere esclusi, soprattutto quando si parla di offerte online.

Cointestazione e prodotti affini

Quando vogliamo, e possiamo, unire i nostri sforzi a quelli di un’altra persona (per esempio il coniuge o un socio in affari) per creare un unico conto, possiamo tenere in considerazione l’apertura di un Conto Deposito Cointestato.

La cointestazione del conto può essere fatta a firma congiunta o disgiunta a seconda delle situazioni e delle relative necessità di tutela.

Chiaramente il livello di fiducia tra una cointestazione avvenuta in ambito familiare può senz’altro essere molto differente rispetto ad una avvenuta in ambito professionale e sicuramente esistono molte realtà completamente differenti tra loro.

Per questo, attraverso queste due formule si limitano o autorizzano i movimenti che possono essere fatti senza un duplice consenso (da entrambe le parti).

Viene inoltre regolamentata in maniera differente, a seconda di quale di queste due tipologie si parli, la successione delle somme accumulate.

Una forma d’investimento molto simile al conto deposito è poi il Certificato di Deposito: titolo vincolato emesso dalla banca a fronte di somme di denaro depositate per un determinato periodo di tempo non inferiore ai 3 mesi.

I certificati di deposito sono decisamente simili ai conti deposito condividendo gli stessi aspetti in materia di sicurezza, il medesimo livello di tassazione tramite l’imposta di bollo sui titoli depositati e la ritenuta del 26% sugli interessi maturati oltre a ulteriori caratteristiche generali. Ma si differenziano, certamente, per altri aspetti.

Sostanzialmente, mentre per i conti deposito è richiesto un conto corrente d’appoggio come abbiamo già visto, i certificati di deposito sono emessi dalle banche, vengono acquistati dai clienti tramite contratti e richiedono una gestione simile a titoli come BOT e obbligazioni. Inoltre possono essere trasferiti, dopo il loro acquisto, tramite rivendita a un altro soggetto (cosa impossibile per i conti deposito).

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Conclusioni circa i conti deposito

Se ti sei convinto del fatto che, qualora tu possegga somme di denaro di cui non hai immediata necessità d’impiego, un conto deposito possa essere una buona soluzione per te e non solo un modo per fare gli interessi della banca senza ottenere nulla in cambio, allora sei sulla buona strada per ottenere di più dai tuoi risparmi, ad oggi immobilizzati sul tuo conto corrente.
Fai tesoro delle informazioni necessarie per effettuare un accurato confronto sui conti deposito e individuare il miglior conto deposito per te.
Ah, e se te lo stai ancora chiedendo: tra saldo contabile e saldo disponibile la differenza è che il primo comprende tutte le operazioni registrate sul conto e presenti nella lista movimenti, il secondo mostra il denaro effettivamente presente sul conto, includendo anche i più recenti movimenti che non appariranno ancora nell’apposita lista.

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Il calcolo rata del mutuo

Calcolo rata mutui e principali caratteristiche del mutuo.

Il mutuo è a tutti gli effetti un contratto tra due parti in cui una parte (mutuante) cede temporaneamente all’altra (mutuatario) un credito o dei beni con lo scopo di recuperare quanto ceduto, insieme alla corrispondenza di interessi, alla scadenza del prestito.

Tipicamente il mutuo bancario è il mezzo più utilizzato per l’acquisto di immobili.

  • Mutuo prima casa: Come funziona
  • Surroga mutuo: cos’è? Rinegoziazione mutuo: è possibile?

La prima cosa da tenere conto quando se ne richiede uno in banca è il calcolo della rata del mutuo, la quale infatti deve essere commisurata alle proprie disponibilità economiche e per cui è ragionevole affermare che non debba superare mediamente un terzo del reddito.

Si può fare un calcolo della rata del mutuo online o viceversa estrapolare un calcolo mutuo dalla rata.

Per i giovani è, del resto, fondamentale effettuare un calcolo della rata sul mutuo prima casa, per esempio, per non trovarsi a dover fronteggiare un piano d’ammortamento al di sopra delle loro capacità.

Una simulazione di mutuo per la prima casa online in cui viene mostrata una forma di calcolo rata del mutuo può tornare utile sotto molteplici aspetti.

Possiamo infatti vedere come influiscono i tassi dei mutui oggi e ottenere un prevenivo sul mutuo prima casa che tenga anche conto di una previsione dell’andamento dei tassi dei mutui (nel caso di mutui a tasso variabile).

Mutuo prima casa: Come funziona

Per accedere a un mutuo prima casa (come per qualsiasi mutuo) sono richiesti alcuni requisiti fondamentali.

Da un punto di vista legale serve ovviamente la maggiore età, ma vi è anche un limite massimo variabile (da banca a banca), bisogna necessariamente essere cittadino italiano o di stati membri della comunità economica Europea oppure straniero ma con residenza comunque in Italia.

La banca poi verificherà la puntualità dei rimborsi in ipotetici precedenti finanziamenti, l’affidabilità generale del richiedente, la sua capacità di far fronte al debito e naturalmente sarà tutto rapportato al valore del finanziamento richiesto mitigato anche da possibili garanzie prestate da terzi.

I documenti per il mutuo prima casa, invece, sono:

  • Certificato di nascita
  • Documento d’identità in corso di validità e codice fiscale
  • Certificato di residenza (e permesso di soggiorno per cittadini extracomunitari)
  • Stato di famiglia
  • Certificato di stato civile oppure estratto dell’atto di matrimonio completo di tutte le annotazioni o eventuale sentenza di separazione o divorzio
  • Atto di provenienza dell’immobile
  • Planimetria dell’immobile in oggetto
  • Copia del certificato di abitabilità o di concessione edilizia per nuove costruzioni
  • Copia dell’ultimo atto di acquisto dell’immobile
  • Tutti i dettagli relativi al rapporto di lavoro come dipendente o sull’attività da libero professionista

Argomento centrale in tema mutui rimane poi quello dei tassi.

Per il mutuo prima casa il tasso fisso è quello che forse va per la maggiore. Dopo avere effettuato un calcolo della rata del mutuo a tasso fisso, avere la rata determinata costante può essere una sicurezza irrinunciabile.

Tuttavia oltre ai tassi mutui fissi esistono anche quelli variabili.

In un mutuo a tasso variabile si può beneficiare della possibilità di andare incontro a rate più basse dovute a tassi più contenuti ma anche correre il rischio di subire un aumento dei tassi sui mutui, e quindi delle relative rate.

Sicuramente, poi, fare una previsione sui tassi dei mutui anche solo dei prossimi 5 anni (orizzonte temporale contenuto per un mutuo prima casa) risulta un’impresa difficile e aleatoria.

Determinati soggetti, dal primo gennaio 2019, possono inoltre accedere a forme di mutuo casa a tasso 0. I mutui a tasso 0 fanno parte della misura economica denominata “Pacchetto Sud”. Possono sfruttarli coppie che hanno già 2 figli e che intendono allargare la famiglia con un terzo, in questo modo viene incentivata la crescita demografica.

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I mutui a tasso negativo, invece, in Italia vengono esclusi direttamente dal codice civile che, all’art 1813, definisce il concetto di mutuo sottolineando che, come dicevamo all’inizio del presente articolo, è necessaria una restituzione integrale della somma (o dei beni) ricevuta dal mutuante (oltre agli interessi pattuiti).

Rimane tuttavia, per determinati soggetti, la possibilità di stipulare un mutuo chirografario e cioè un mutuo che non ha altre garanzie per il creditore se non l’impegno firmato da parte del debitore. Ovviamente ci deve essere un estremo rapporto di fiducia e una certa reputazione di solvibilità per il soggetto che se ne avvale.

In ultimo è bene ricordare che vi sono agevolazioni sul muto prima casa per coppie under 35 basate su una riduzione dell’Irpef sugli interessi passivi del 19% e la possibilità in alcuni casi di sospendere le rate del mutuo.

Rimane tuttavia, anche per i giovani agevolati, una costante di tutti i mutui casa: l’assicurazione scoppio e incendio.
Come abbiamo visto nell’articolo dedicato all’assicurazione casa questo tipo di polizza diventa obbligatoria nel momento in cui accediamo ad un mutuo bancario per l’acquisto di un immobile in quanto è necessario offrire un certo livello di tutela nei confronti della banca concedente il mutuo.

Surroga mutuo: cos’è? Rinegoziazione mutuo: è possibile?

Per surroga del mutuo si intende l’azione che compie il mutuatario nel momento in cui sposta il proprio contratto da un istituto di credito all’altro, accedendo a condizioni migliorative.

È un’azione resa lecita dalla legge 40/2007, nota come Legge Bersani, che precisa che la portabilità è a titolo gratuito.

La surrogazione è un’importante carta perché permette di modificare i parametri del mutuo (tassi e durata) senza ovviamente modificare l’importo del debito residuo. Inoltre non comporta alcun tipo di pratica al mutuatario in quanto le banche comunicheranno tra loro e si occuperanno del lato burocratico in totale indipendenza.

La surroga del mutuo può quindi comportare un tasso fisso migliore, anzi: nasce proprio per offrire la possibilità di ricercarlo all’interno di una logica di libero mercato, tuttavia la surroga dei mutui non offre più liquidità.

Se si ha bisogno di maggiore liquidità, infatti, la sostituzione del mutuo è la risposta.

Questa però è una procedura differente dalla surroga e, in quanto tale, comporta anche costi aggiuntivi.

Una domanda che è lecito farsi dopo aver ricevuto un mutuo è se, secondo quelle che sono le variazioni di mercato, è lecito rinegoziare il mutuo.

La risposta è positiva: è possibile dare luogo a una rinegoziazione del mutuo in essere qualora si ravvisino tassi troppo elevati.

Ma dopo quanto tempo è possibile rinegoziare il proprio mutuo?

La legge non prevede limiti temporali ma alcune banche possono definire un primo periodo di rimborso minimo prima di poter dare adito a rinegoziazioni.

Per legge la rinegoziazione non comporta costi aggiuntivi ed è un’altra soluzione che ci permette di non sottostare a costi divenuti troppo impegnativi da sostenere.

Attraverso la rinegoziazione possiamo modificare tasso di interesse e spread, durata del contratto e tipo dello stesso (si può passare da un tasso fisso ad uno variabile e viceversa).

La rinegoziazione del mutuo avviene naturalmente con la stessa banca con cui si è dato avvio al medesimo, ed è questa la differenza primaria dalla surrogazione la quale impone ovviamente il cambio dell’istituto di credito erogante il mutuo.

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Prestiti personali e aziendali con social lending: come ottenere un prestito senza l’utilizzo dei circuiti bancari tradizionali

  • Conosci tutti i dettagli e calcola la rata del tuo prestito.
  • Tipologie di prestito personale.
  • Social lending: ottenere un prestito senza circuiti bancari tradizionali.
  • Caratteristiche dei finanziamenti.
  • Prestito online: conclusioni sul calcolo rata.

Conosci tutti i dettagli e calcola la rata del tuo prestito.

I prestiti personali sono prestiti che possiamo richiedere, a banche o istituti di credito, per i più disparati motivi i quali non devono obbligatoriamente essere dichiarati e si differenziano proprio per questo dai cosiddetti prestiti finalizzati che possono essere ottenuti solo a fronte di un obiettivo prefissato, come l’acquisto di un determinato bene o servizio, presso un punto vendita.

Per scegliere un buon finanziamento è opportuno valutare più preventivi e confrontarli tra loro tenendo conto delle principali caratteristiche che li riguardano. È inoltre indispensabile riconoscere la propria capacità di riuscire a fare fronte all’impegno assunto, impegno che può essere tutelato anche mediante la stipula di polizze assicurative che coprono da rischi d’insolvenza dovuti alla perdita del posto di lavoro, a malattia o premorienza.

Per i prestiti personali è possibile ottenere preventivi anche online tramite una formula di calcolo della rata del proprio prestito personale che ci permette di ricevere un calcolo preciso di quella che sarà la nostra rata mensile (o a differente scadenza concordata).

Sia che tu sia interessato al calcolo rata di un ipotetico finanziamento auto online (o quello di una rata leasing auto), al calcolo online di un prestito per l’acquisto di una casa piuttosto che ad una simulazione di calcolo di prestiti con cessione del quinto, sei nel posto giusto per imparare come fare. Incominciamo col vedere alcuni tipi di prestito personale e quali aspetti analizzare per scegliere un buon finanziamento.

Tipologie di prestito personale

I prestiti personali, come abbiamo visto, sono una forma di finanziamento erogato da banche o istituti di credito (creditori) verso privati (debitori) i quali si impegnano a restituire quanto prestato entro un certo periodo di tempo determinato. A questi prestiti vengono applicati interessi (fissi o variabili) e oneri aggiuntivi come spese di apertura e chiusura pratica, spese di istruttoria, eventuali commissioni bancarie e coperture tramite polizza assicurativa, tutti costi sintetizzati nel Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG).

Una forma di prestito personale piuttosto comune è quella mediante “cessione del quinto”.

Questo tipo di finanziamento è rivolto a dipendenti, pubblici o privati, con contratto a tempo indeterminato e pensionati. Le rate per il rimborso del prestito vengono trattenute mensilmente nel limite di un quinto (o due quinti in alcuni casi) da stipendio o pensione.

Altra formula di finanziamento personale molto simile a quella di cessione del quinto è quello della “delega di pagamento” la quale funziona allo stesso modo ma è rivolta esclusivamente a lavoratori dipendenti di amministrazioni pubbliche o private e non a pensionati e, a differenza della cessione del quinto, necessita del consenso del datore di lavoro.

Il “prestito fiduciario”, definito anche “prestito chirografario”, è invece rivolto a un’ampia schiera di ipotetici beneficiari i quali possono usufruirne forti del fatto di essere in grado di dimostrare ampiamente di avere tutte le caratteristiche necessarie per fare fronte al debito assunto.

Infine un altro tipo di prestito personale è il “prestito vitalizio ipotecario”. Questa tipologia di finanziamento, rivolta a persone fisiche ultra sessantenni con titolo di proprietà su un immobile residenziale, non si basa su una restituzione a rate ma su un’unica restituzione integrale a scadenza, in cui spese e interessi vengono capitalizzati sino al termine.

I requisiti per ricevere un finanziamento sono variabili tra un istituto e l’altro ma rispettano norme prefissate dalla Banca d’Italia e si basano fondamentalmente sulla dimostrazione di riuscire a procedere al rimborso del debito tenendo conto di ogni spesa mensilmente sostenuta.

Social Lending e prestiti peer-to-peer

In questa tipologia i prestiti avvengono senza l’ausilio dei circuiti bancari tradizionali in quanto l’azienda fornitrice del servizio mette in contatto diretto richiedenti e investitori professionali.

Younited Credit è un’altra piattaforma di “social lending” nata in Francia nel 2011 e presente sul mercato italiano dal 2016, dove opera grazie ad una licenza di istituto di credito ottenuta dalla Banca d’Italia.
Lo scopo di Younited Credit è di permettere alle persone di ottenere un prestito in modo veloce e sicuro senza l’utilizzo dei circuiti bancari tradizionali, mettendo in relazione diretta richiedenti e investitori professionali.
I prestiti ottenuti tramite Younited Credit possono variare da 3 mila a 40 mila EURO, per una durata dai 24 ai 72 mesi, e possono essere richiesti da tutte le persone con reddito dimostrabile con età compresa tra i 27 e i 70 anni.


Caratteristiche dei finanziamenti

In un finanziamento gli indicatori da controllare sono il TAEG (di cui abbiamo accennato) e il TAN (tasso annuo nominale) cioè il tasso d’interesse puro applicato in un anno.
La normativa prevede che siano entrambi contemplati sia nel contratto di finanziamento che sui materiali pubblicitari dello stesso, vista la loro utilità nell’avere una visione chiara dei costi reali di finanziamento.

Vediamo un esempio per capire bene le differenze tra TAN e TAEG.

Supponiamo di accedere ad un prestito con l’impegno di restituirlo mediante rate trimestrali al tasso dello 0.3% in 2 anni, per un totale di 8 rate.

Un tasso dello 0.3% a rata con cadenza trimestrale rappresenta un TAN corrispondente all’1.2%. Il TAN si calcola infatti moltiplicando il tasso della singola rata per il numero di rate in un anno (0.3 x 4).

Ma questo indice non tiene conto di spese e tasse per cui, da un punto di vista dell’onerosità effettiva dei finanziamenti, non è l’ideale. Per questo è invece fondamentale controllare il TAEG.

Ipotizziamo che ci siano spese come: un bollo pari allo 0.25% del capitale, costi di istruttoria pari all’1% del capitale e spese di incasso rata.

Non riceveremo il capitale nominale ma un capitale effettivamente erogato risultante dal calcolo: capitale nominale – costi del bollo – costi d’istruttoria e pagheremo una rata effettiva pari al costo rata + i costi d’incasso della rata stessa (per ogni singola rata).

Fondamentale è quindi leggere sempre i documenti informativi e tenere in massima considerazione il TAEG visto che è l’elemento che esprime in percentuale quelli che sono tutti i costi effettivi da sostenere annualmente.

Ritroveremo poi riscontro di tutto ciò nel piano di ammortamento: scadenze, numero totale di rate e importo rata (con relativa composizione).

In Italia il piano di ammortamento e il relativo calcolo rata segue il principio dell’ammortamento francese per il quale le rate risultano composte da una quota di capitale e una di interessi i quali, basandosi su un sistema prioritario, verranno pagati inizialmente in misura maggiore rispetto al capitale, ribilanciandosi durante il piano.

Le prime rate risulteranno composte quindi da quote alte di interessi e quote di capitale più basse e, col passare del tempo, i livelli di valore di queste due quote si invertiranno gradualmente e quindi le rate successive, il cui importo totale rimarrà comunque costante, presenteranno quote di interessi basse e quote di capitale più alte.

Nel caso in cui ci venisse negato un finanziamento questo lascerà traccia in una banca dati denominata “CRIF”che raccoglie tutte le richieste e in cui compaiono i “cattivi pagatori”: debitori con insolvenze o ritardi nei pagamenti.

Prestito online: conclusioni sul calcolo rata

Abbiamo visto quanto sia importante conoscere TAN e soprattutto TAEG per avere una visione d’insieme di quelli che saranno i costi da sostenere per fare fronte al nostro piano d’ammortamento.

Può risultare utile fare uso di fogli di calcolo per schematizzare il tutto ed effettuare quindi un calcolo rata del finanziamento su Excel (se non anche un calcolo interessi sul prestito sempre su Excel).

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Ora che consoci i vari tipi di finanziamento, come funziona un piano d’ammortamento e come è composta (e quindi come si calcola) una rata, calcola il tuo prestito personale online, ottenerlo sarà semplice e veloce, non ti resta che valutare se può essere la soluzione giusta per te.

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Assicurazione sanitaria, analisi tra costi e caratteristiche

Il costo dell’assicurazione medica in Italia.

  • Il punto della situazione: sanità pubblica e privata.
  • Che cos’è una polizza sanitaria?
  • I soggetti e i prezzi delle assicurazioni sanitarie.
  • Conclusioni e opinioni sulle assicurazioni sanitarie.

Il punto della situazione: sanità pubblica e privata.

In Italia, il Servizio Sanitario nazionale (SSN) consiste nel complesso di servizi assistenziali erogati dallo stato a tutela del “diritto alla salute”, sancito dall’art 32 della Costituzione e attuante un piano a più ampio respiro basato sulla tutela dell’universalità di accesso degli individui alle cure mediche, sull’uguaglianza degli stessi e sull’equità dei trattamenti.

Pur essendo considerato uno dei migliori sistemi sanitari pubblici in Europa e nel mondo in seguito ai dati emersi dalle indagini condotte negli ultimi vent’anni dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), dal “Bloomberg News” (una delle migliori agenzie al mondo di stampa internazionale) e dal “The Lancet” (storica rivista Britannica a stampo medico-scientifico), gli ultimi aggiornamenti stanno destando qualche piccola ma motivata preoccupazione.

L’impegno statale, infatti, si sta gradualmente ridimensionando negli ultimi tempi, andando a impiegare meno risorse economiche in ambito sanitario e alleggerendo quindi la percentuale del PIL destinata al sostegno della sanità pubblica tramite le tasche degli italiani.

D’altro canto, la sanità privata offre privilegi che non possono passare inosservati e, per certi aspetti, livelli di soddisfazione generale ben più elevati di quella pubblica.

Tutto ciò ha un costo, certamente, ma a questo punto vale la pena chiedersi se una polizza sanitaria possa essere una soluzione che permetta di ottenere garanzie di sicurezza ad un prezzo equo ed accettabile.

Che cos’è una polizza sanitaria?

Le polizze sanitarie nascono come un insieme di garanzie a tutela della salute dell’assicurato e si distinguono principalmente in polizze malattia e polizze infortunio.

Di base si tende ad offrire una copertura sulle spese generate da esami diagnostici, cure, ricoveri ospedalieri, acquisto di medicinali e terapie riabilitative.

Come per la maggioranza delle polizze moderne, le compagnie assicurative offrono per quelle di tipo sanitario, la possibilità di integrare, in vari modi, la tutela di base con garanzie accessorie con lo scopo di ottenere la migliore polizza sanitaria possibile per ognuno di noi.

Si può in questo modo comporre la propria polizza, studiata su misura, tutelandosi sotto molteplici aspetti sia dagli infortuni che dal possibile insorgere di malattie.

Oltre a una tutela patrimoniale sul danno emergente (cioè la necessità di fare fronte a spese sanitarie impreviste), qualora si decidesse di comprendere nell’assicurazione un’indennità sull’invalidità permanente, si vedrebbe riconosciuto, in caso di danno permanente accertato, la liquidazione di una frazione del massimale proporzionata al danno e, in casi estremi, anche la possibilità di accedere ad una rendita vitalizia.

Ovviamente una polizza deve essere modellata in base allo stile di vita, al tipo di attività lavorativa e all’“analisi dei rischi” ovvero l’analisi di tutti quei possibili fattori che possono costituire un pericolo più o meno grave nella vita di tutti i giorni.

Perciò, un’altra tutela fondamentale per ogni lavoratore soprattutto se libero professionista, è la diaria a sostegno del mancato guadagno in seguito a infortunio o malattia, tutela che garantisce una somma prestabilita per ogni giorno in cui si è impossibilitati a lavorare.

Per un dipendente d’azienda la diaria giornaliera può rappresentare un’integrazione a una scarsa tutela, per un libero professionista, però, ciò può essere una vera e propria ancora di salvezza.

Da non sottovalutare, per determinati soggetti che non hanno la possibilità di fare affidamento su familiari o persone care durante il periodo di degenza a casa, è l’assistenza domiciliare, che, in una fase critica e delicata come la convalescenza può fare la differenza, soprattutto in seguito a interventi chirurgici che possono lasciare l’assicurato in condizioni di non poter provvedere al meglio a sé stesso.

In casi differenti si possono prendere in considerazione ulteriori garanzie secondarie, come coperture su spese di viaggio e alloggio sostenute da parenti, assicurazioni legate alla gravidanza o servizi di baby sitting, e altre che secondarie poi non sono, come l’assicurazione sanitaria per il dentista che spesso non è inclusa in polizza ma va concordata e inserita come clausola.

In alcuni casi possono essere programmati, a titolo preventivo, check-up più o meno completi e, talvolta, anche con cadenza regolare.

Un capitolo a parte è quello della copertura sanitaria per l’estero, conosciuta anche come assicurazione viaggio che in alcuni casi può essere una semplice prevenzione, in altre una necessità alla quale bisogna ottemperare per poter entrare in determinati Paesi.

On line è possibile effettuare una comparazione di assicurazioni viaggio.

Ogni anno, infatti, l’utente medio fa uso di un comparatore assicurazioni viaggio prima di partire, con lo scopo di trovare la migliore assicurazione sanitaria possibile per far fronte a esigenze specifiche.

La copertura sanitaria ha infatti valenza esclusivamente per il proprio paese, all’estero è necessario integrare la propria copertura assicurativa per adeguarla a maggiorazioni di costi derivanti da possibili rimborsi di spese sostenute da parenti per raggiungere l’assicurato e costi legati al rimpatrio dello stesso.


Inoltre è bene fare presente che ogni polizza sanitaria per la sua natura intrinseca andrà a contrastare problematiche tipiche della sanità pubblica.

In particolare offrirà il rimborso di spese non coperte dal SSN e la possibilità di saltare le sue interminabili liste d’attesa.


Escluse di base da ogni polizza restano solo le spese:

  • Relative a malattie note e preesistenti
  • Di tipo estetico
  • In ambito nutrizionale
  • Resesi necessarie in seguito ad abuso di alcolici, sostanze stupefacenti e psicofarmaci
  • Per aborti volontari
  • Eventuali altre (determinate sulla specifica polizza)

I soggetti e i prezzi delle assicurazioni sanitarie

I costi delle polizze sanitarie saranno proporzionati al profilo dell’assicurato, il quale, prima di attivarne una deve fornire tutte le informazioni necessarie a rilevare il suo stato attuale di salute, spesso tramite compilazione di questionari, senza omettere alcun dettaglio necessario a questa finalità.

Oltre allo stato di salute, l’età è un fattore importante che influenza il costo della polizza sanitaria. Le compagnie assicurative offrono agevolazioni per i più giovani, mentre, man mano che per l’assicurato l’età avanza, il costo medio della polizza sanitaria aumenta.

E’ il caso delle polizze sanitarie per pensionati, il cui quasi esclusivo indice di rischio rimane l’anzianità.

Vengono esclusi dalla possibilità di assicurarsi, soggetti che superano una certa soglia d’età (compresa tra 60 e 75 anni per la maggior parte delle compagnie) e determinate categorie a rischio come: sieropositivi, tossicodipendenti o alcolisti.

Il prezzo dell’assicurazione sanitaria poi varierà naturalmente anche in base ai massimali che vengono stabiliti per le varie voci che compongono la polizza e, ovviamente, in base a tutte le garanzie che sono state inserite in essa le quali possono incidere in maniera più o meno rilevante in base all’innalzamento del livello generale di tutela nei confronti dell’assicurato e del livello del singolo rischio che si va a contrastare.

Conclusioni e opinioni sulle assicurazioni sanitarie

Alla luce di quanto esposto, sottoscrivere una polizza sanitaria significa disporre di una copertura aggiuntiva che integri le sicurezze offerte dal SSN e soprattutto elevi il livello qualitativo delle stesse.

Ci permette di fare fronte a imprevisti che possono gravare profondamente sul nostro benessere economico e che quindi, in alcuni casi, possono porre noi e i nostri cari davanti a drammatici bivi nel corso della nostra vita.

Da ultimo, un lato importante ma troppo spesso sottovalutato, resta il beneficio ottenuto dal punto di vista della prevenzione e della sensibilizzazione al mantenimento di un buon livello di salute tramite la possibilità di accedere agilmente a visite e sottoporsi a osservazione medica regolare.

Non possiamo quindi fare altro che consigliare di informarsi e ottenere un preventivo sull’assicurazione medica, non dobbiamo infatti dimenticarci che la salute rimane sempre il nostro bene più prezioso.

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Assicurazione casa: quale conviene?

Confrontiamo le polizze e scopriamo quale assicurazione casa conviene stipulare.

  • Cosa copre l’assicurazione casa?
  • Quanto costa una polizza assicurativa per la casa?
  • Quanto costa assicurare casa tua?

Percepito forse come il bene materiale più prezioso e, di conseguenza, quello che si è più propensi a tutelare, la casa è da sempre in cima ai nostri pensieri.

Tra preoccupazioni ed incertezze è logico e spontaneo ricercare la miglior polizza possibile per la nostra casa, una tutela completa ad un prezzo ragionevole, che soddisfi le esigenze di difesa nei confronti dei rischi che percepiamo come maggiormente allarmanti.

I due canali di ricerca principali restano l’ausilio di preventivatori di polizze casa online e il supporto offerto dai consulenti delle varie agenzie assicurative.

Ma conosciamo veramente tutte le esigenze che possiamo tutelare tramite un’assicurazione sulla casa? E sappiamo confrontare le assicurazioni tra loro con lo scopo di eleggere la migliore polizza casa?

Scopriamo assieme caratteristiche e parametri di questo tipo di assicurazione per imparare a riconoscere una polizza casa veramente conveniente.

Cosa copre l’assicurazione casa?

La prima distinzione da fare in merito all’assicurazione sulla casa è tra il fabbricato e cioè, in sostanza, i muri che compongono l’immobile con tutte le sue pertinenze (eventuali garage, cantine, rimesse e simili, oltre alle finestre e al giardino) ed il contenuto di esso (i mobili e tutti i nostri oggetti).

Assicurando la partita “fabbricato” si assicura quindi lo specifico bene da vari rischi, i principali che vengono contemplati da qualunque polizza base sono l’incendio e lo scoppio (innescabili in seguito a molteplici tipi di eventi) a cui si possono aggiungere principalmente i danni derivanti da eventi atmosferici, fenomeni elettrici o il caso più comune di rotture di tubazioni.

Per quanto riguarda il contenuto, si ha la possibilità di estendere la stessa tutela garantita per i danni al fabbricato anche su di esso. II caso più lampante è quello dell’incendio che danneggia, oltre all’immobile, tutti i beni presenti nelle aree che vengono coinvolte e che saranno quindi rimborsati dall’assicurazione.

Caso a parte è invece quello del furto, il quale deve essere anch’esso esplicitamente contemplato in polizza e ci tutela oltre che dal lato contenuto (tramite rimborso dei beni sottratti dall’abitazione e, per talune assicurazioni, anche di quelli scippati all’esterno di essa) anche dal lato immobile (tutti i danni provocati dai ladri nell’atto di introdursi nell’abitazione). Per la maggior parte delle assicurazioni, per procedere al risarcimento del danno, deve esserci però un evidente scasso di porte o infissi in quanto, salvo casi particolari, non siamo tutelati qualora per esempio dovessimo perdere le chiavi di casa e qualcuno approfittasse del nostro errore.

Un’ulteriore tutela è quella della responsabilità civile (RC) nei confronti di terzi.

Tornando all’esempio dell’incendio, immaginiamo che questo si propaghi anche a locali appartenenti ai nostri vicini di casa, la responsabilità graverà ovviamente su di noi ed è quindi indispensabile avere questa tutela all’interno della polizza per avvalersi della propria assicurazione.

In merito ad immobili in affitto è invece necessario fare una distinzione, per quanto riguarda la RC casa, tra quelle che sono le responsabilità del proprietario dell’abitazione (locatore) e quelle di chi ci abita (affittuari) in quanto, da un punto di vista assicurativo, risponderanno due distinte tipologie di RC: rispettivamente l’RC Proprietario e l’RC Inquilino.

Di norma l’assicurazione sull’abitazione non è obbligatoria come quella sull’auto, tuttavia qualora si acquistasse tramite mutuo bancario, la polizza incendio e scoppio per la casa diventa obbligatoria a tutela della banca che lo concede.

Esistono poi polizze specifiche per la seconda casa che tutelano le residenze secondarie da eventi imprevisti, i quali hanno più probabilità di verificarsi a causa di prolungate assenze dei proprietari.

Infine vi sono tutele considerate secondarie, anche se non meno importanti, come la “tutela legale” (i costi relativi a controversie civili e penali legate alla casa e alla famiglia) e quella sugli incidenti domestici mentre, per quanto riguarda calamità naturali e terremoti, bisogna stipulare per forza una polizza specifica.

Quanto costa una polizza assicurativa per la casa?

I primi fattori che influenzano i prezzi delle assicurazioni sulla casa sono:

  • Tipologia di abitazione (villa indipendente, condominio, villa a schiera, ecc),
  • Metri quadri dell’abitazione
  • Tutele incluse in polizza
  • Massimali stabiliti per ogni tutela (i quali dovranno essere sempre proporzionati al valore dei beni tutelati)

E’ importante definire questi quattro fattori con precisione per ottenere la migliore polizza possibile per la nostra casa. Infatti il rischio del mantenere bassi i massimali è di non coprire i danni effettivi al momento del bisogno mentre quello del mantenerli troppo elevati si traduce in una maggiore dispersione di denaro.

Ogni compagnia assicurativa potrà poi decidere di personalizzare il livello di copertura per ogni specifica tutela includendo più tipologie di eventi contemplati all’interno delle casistiche coperte dalla polizza, mantenendo soglie di franchigia più o meno penalizzanti, offrendo servizi di assistenza a tutela delle famiglie che subiscono un danno, e così via.

Un altro fattore che influenzerà il prezzo finale di polizza è dato dalla tipologia della stessa dal punto di vista del risarcimento danni e può presentarsi in due varianti: “a valore intero”e“a primo rischio assoluto”.

La polizza a valore intero copre una somma pari al valore reale di ciò che è stato assicurato, la polizza a primo rischio assoluto si basa su una cifra predeterminata di massimo indennizzo che prescinde dal valore effettivo dei beni tutelati.

Andando più nel dettaglio in merito al risarcimento, vediamo poi un’ulteriore distinzione in due tipologie: “a valore d’uso” e “a valore nuovo” dove nel primo caso si terrà conto del valore della cosa al momento del danno, nel secondo l’indennizzo sarà pari al valore di ricostruzione del fabbricato (o di riacquisto del bene perduto) e quindi a nuovo.

A questo punto abbiamo tutti gli elementi per confrontare e determinare la migliore polizza casa a tutela dei nostri immobili, di tutti i beni contenuti all’interno di essi nonché a tutela della nostra famiglia e quindi della nostra serenità.

Abbiamo visto quali coperture possa offrire e come queste possano influenzare il prezzo della polizza sulla casa, ravvisando il fatto che un’assicurazione debba certamente essere conveniente ma che talvolta una assicurazione casa economica può non essere la soluzione definitiva ai nostri problemi.

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Guida al confronto prezzi di assicurazioni auto, moto, scooter

Come confronto i prezzi delle assicurazioni?

  • Una breve premessa.
  • Qual’è il prezzo giusto per godere di questa sicurezza?
  • La giusta polizza al giusto prezzo.
  • L’intestatario dell’assicurazione.
  • Il mezzo assicurato.

Una breve premessa.

In Italia, come in altri paesi, vige la legge che, chiunque arrechi ingiustamente un danno ad altri, sia tenuto a risarcire il danno provocato. E’ il nostro codice civile a stabilirlo, all’art. 2043, fondando il concetto di Responsabilità Civile (RC). Questo concetto viene regolarmente applicato ad ogni ambito della vita quotidiana, incluso quello della circolazione dei veicoli a motore, i quali, a fine anni 60, erano divenuti tanto presenti sulle nostre strade da rendere l’assicurazione auto obbligatoria. E così, dal 12 giugno 1971, la polizza sulla responsabilità civile auto (RCA) solleva ogni conducente dalla responsabilità diretta di risarcire terzi danneggiati, ottemperando alle disposizioni di legge.

Qual’è il prezzo giusto per godere di questa sicurezza?

E’ bene comprendere come una polizza assicurativa possa avere molteplici aspetti da tenere in considerazione e che la liberalizzazione dei mercati abbia permesso alle varie compagnie di decidere come formulare le proprie proposte, andando incontro alle specifiche esigenze dei clienti al punto tale da garantire loro una vera e propria personalizzazione delle stesse.E’ chiaro che i prezzi possono variare profondamente, partendo da un RCA base che soddisfi i requisiti minimi di legge fino ad arrivare ad una kasko a valore intero che non lasci adito a scoperture. Vediamo allora quali sono le variabili da considerare per effettuare un confronto accurato delle assicurazioni auto e moto e capiamo come scegliere la nostra assicurazione.

La giusta polizza al giusto prezzo

La scelta della polizza ideale può essere percepita come una vera e propria impresa visto il terreno impervio in cui ci si addentra. Capita oggigiorno di affidarsi a comparatori di prezzi online per un rapido confronto, inserendo qualche dato e valutando i risultati ottenuti senza chiedersi quali possano essere le nostre vere necessità, come possano essere soddisfatte appieno e quanto queste possano poi incidere sul prezzo finale di polizza. Ma questo articolo ha proprio questo scopo: mostrarti come vengano concepite le polizze e darti gli strumenti necessari per ricavare quella perfetta per le tue esigenze. Apriamo quindi il comparatore di RCA e iniziamo ad analizzare i due elementi fondamentali per confrontare i prezzi delle assicurazioni auto e moto online: il soggetto intestatario dell’assicurazione e il mezzo che si sta assicurando.

L’intestatario dell’assicurazione

La prima cosa è individuare l’età dell’assicurato e la Classe di merito a cui esso appartiene (detta anche Classe Universale: CU). La CU rappresenta il livello di sinistrosità del guidatore e quindi, sostanzialmente, la probabilità con cui questo causerà danni. Ovviamente è questo il primo elemento che una compagnia assicurativa prenderà in considerazione per elaborare il prezzo. Esistono 18 classi di merito che vanno dalla prima (assegnata ai migliori conducenti) fino all’ultima (la più penalizzante in termini economici in quanto il guidatore è considerato particolarmente rischioso). Questo metro di giudizio è comune a tutte le compagnie assicurative e la classe riconosciuta ad ogni guidatore viene attestata mediante un documento che viene costantemente aggiornato: l’attestato di rischio. La classe d’appartenenza infatti periodicamente cambia in base alla reputazione che il guidatore si crea nel tempo: se non ha incidenti sale ma se ne causa, e denuncia il sinistro all’assicurazione, scende. Di base l’intestatario di una nuova assicurazione parte dalla quattordicesima classe, a meno che questi non usufruisca della legge Bersani, la quale consente di acquisire la classe di merito di un familiare qualora avvenga:

• Fra membri conviventi e appartenenti allo stesso nucleo familiare

• Fra persone fisiche, non giuridiche

• Per polizze assicurative di veicoli dello stesso tipo (auto, moto, ecc.), assicurati per la prima volta da uno dei soggetti del suddetto nucleo familiare

Per quanto riguarda l’età possiamo rilevare come questa influisca a prescindere dalla CU d’appartenenza in quanto, al compimento del ventiseiesimo anno e a fronte del possesso della patente da almeno due anni, si ha la possibilità di usufruire di una formula di guida identificata come “guida esperta” per cui l’intestatario (o chiunque si metta alla guida nel rispetto di questi due requisiti) può beneficiare delle coperture assicurative stipulate senza alcuna limitazione e con un piccolo sconto in polizza. Diversamente, quando la polizza non presenta clausole simili viene identificata di base la “guida libera” del mezzo e quindi le coperture assicurative valgono per tutti i guidatori senza esclusioni di sorta. Un’altra clausola, maggiormente limitante ma che ci consente di avere un sostanzioso sconto sul premio di polizza, è la cosiddetta “guida esclusiva” ma, in questo caso, il mezzo potrà essere guidato da un solo conducente definito in polizza per non andare incontro a rivalse da parte della compagnia assicurativa.

Il mezzo assicurato

La copertura base per un veicolo prevede la classica RCA con i massimali di legge garantiti. Il massimale è l’importo massimo per cui la compagnia assicurativa si impegna a rispondere e che attualmente è fissato a 6,07 milioni di euro per danni a persone e 1,22 milioni per danni a cose. Questi limiti possono comunque essere aumentati con un piccolo sovrapprezzo sul premio e, allo stesso modo, possono essere aggiunte ulteriori garanzie oltre al risarcimento dei danni provocati a terzi in seguito alla circolazione su strada, quali:

• Furto

• Incendio

• Atti vandalici

• Eventi naturali

• Polizza cristalli

• Assistenza stradale

• Kasko

A parte l’assistenza stradale, queste garanzie aggiuntive andranno proporzionate al valore commerciale del veicolo che giocherà un ruolo fondamentale sia dal punto di vista del premio annuale che dal lato indennizzo in caso di danni. La rivalutazione, poi, avverrà annualmente e la principale fonte è lo storico mensile automobilistico italiano: Quattroruote. Va sottolineato che spesso per queste casistiche sono specificate in polizza delle franchigie ovvero delle parti di danno che restano a carico dell’assicurato e che l’assicurazione premette non coprirà. Un ultimo ma importantissimo capitolo da affrontare è quello delle rivalse, caso in cui l’assicurazione liquida il danno ma poi chiede un reintegro parziale delle somme all’assicurato. Magari ti sarai chiesto: ma l’assicurazione copre i danni che provoco se guido in stato di ebrezza? E se la mia auto non è nelle condizioni perfette per circolare su strada? Abbiamo già visto che l’assicurazione può rivalersi sull’assicurato nel caso in cui sia presente una formula di guida particolare in polizza e il guidatore non ne rispetti i requisiti. Esistono tuttavia anche altre casistiche. A meno che non sia specificata la “rinuncia alla rivalsa estesa”, fortemente consigliata per la convenienza data dal rapporto tra estensione di copertura e incidenza sul prezzo finale, ci possono essere casi in cui la compagnia assicurativa decida di non rispondere completamente del danno causato, come:

• Guida sotto stato di ebrezza

• Guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti

• Uso improprio del mezzo

• Mancato utilizzo delle cinture di sicurezza

• Auto con revisione scaduta

• Trasporto improprio di passeggeri

• Informazioni false o imprecise fornite dall’assicurato alla compagnia al momento della stipula del contratto

• Altre che possono essere indicate in polizza

Se poi il nostro obiettivo primario rimane quello di risparmiare sulla polizza possiamo sempre prendere in considerazione l’installazione di una “scatola nera”, un dispositivo satellitare che permette alla compagnia di registrare i dati relativi alla nostra guida, in particolare i chilometri effettivamente percorsi, permettendoci così di accedere a sconti in caso di utilizzo limitato del mezzo. E’ tutto. A questo punto disponi degli elementi fondamentali per attuare un sistema di confronto determinante quella che sarà l’assicurazione perfetta per te, non ti resta che metterli in pratica. Utilizza il comparatore online alla luce di queste nuove, preziose informazioni e ottieni un preventivo su misura delle tue esigenze, confronta le varie soluzioni e confronta anche i relativi prezzi ma soprattutto ricorda: guida con prudenza!

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